Dal cervello al cuore

L’evangelista Luca racconta l’episodio di Gesù dodicenne che si perde a Gerusalemme e i genitori tornano indietro a cercarlo e dopo tre giorni finalmente lo trovano tra i dottori del tempio (Lc 2). L’episodio finisce con questa frase: «Sua madre custodiva tutte queste cose nel suo cuore».

Com’è il cuore di una donna?

Spesso si sdottoreggia sul cervello delle donne. Ce l’hanno? È più piccolo di quello dei maschi? Ce n’è tanto o poco? Ecc. Però non ci si interroga mai sul cuore delle donne. Quando si dice che Continua a leggere

Parlate ai ragazzi di cose grandi

I giovani hanno sete di radicalità, di assoluto, di cose grandi. I giovani, i migliori di loro, non tollerano le ingiustizie, le falsità, l’incoerenza, hanno un radar potentissimo contro le falsità…

È cominciata la preparazione al prossimo Sinodo dei vescovi (ottobre 2018), che sarà sul tema dei giovani e del discernimento vocazionale. Ho letto il documento preparatorio, ho letto la lettera del Papa, ho assistito alla conferenza stampa di presentazione, ma più che in qualità di giornalista vorrei dire qualche cosa ai nostri pastori in qualità di mamma di giovani, e anche da ex giovane che ha fatto, pur se a tentoni, il suo cammino di discernimento vocazionale, con catechismo, corsi e direttori spirituali. Continua a leggere

Dalla felicità-diritto alla felicità-dovere

«I ragazzi si aspettano sempre gioia dalla vita; non sanno che è la vita ad aspettarsi gioia da loro»
(Alessandro D’Avenia)

Il 72% dei giovani italiani si dichiara felice

Nonostante la crisi, il lavoro che non si trova o malpagato, le tante incertezze legate al futuro e un’ampia sfiducia nelle istituzioni, la maggioranza dei giovani italiani non considera questo il tempo del proprio scontento. È quanto emerge dall’indagine Rapporto giovani, effettuata a partire da un panel di 5000 giovani di età compresa tra i 19 e i 31 anni  e promossa dall’Istituto Giuseppe Continua a leggere

Da grande curioso a piccolo ateo?

Ma i preadolescenti credono in Dio? In un libro-inchiesta di Franco Garelli l’analisi del fenomeno della «non credenza» tra le nuove generazioni.

Parafrasando una vecchia pubblicità che affermava che il mondo non avrebbe senso senza la nutella potremmo affermare: «Che cosa sarebbe una celebrazione religiosa senza i preadolescenti?». Continua a leggere

Da libero a responsabile

Educare significa portare il soggetto ad assumersi la responsabilità di gestire le singole scelte e le relative conseguenze.

Ogni ragazzo che arriva a scuola, in qualunque età, ha maturato e a ha raggiunto un suo livello di libertà. E di qui deve partire l’intervento educativo senza dare spazio alle allusioni dei genitori quando vengono a dirci che i loro figli sono ancora un po’ immaturi. Immaturi rispetto a chi? C’è un metro per misurare la maturità di una persona a una certa età? Per i genitori i figli non Continua a leggere

Il bozzolo

«Un giorno, apparve un piccolo buco in un bozzolo; un uomo che passava per caso, si mise a guardare la farfalla che per varie ore, si sforzava per uscire da quel piccolo buco. Continua a leggere

Il moderno mondo degli affetti

(Ermete Tessore, Rivista Maria Ausiliatrice 2017,1)

Prepariamoci alla festa di don Bosco riflettendo, interessandoci del mondo giovanile e soprattutto amando i giovani semplicemente perché sono giovani!!!

Le moderne generazioni adolescenziali corrono il serio pericolo di avere non solo lo sguardo abbassato, ma anche il cuore inabilitato ad amare veramente. Ultimamente anche il mondo degli adulti, troppo tardi e lentamente, si sta sensibilizzando a riguardo di questo reale rischio. L’attuale dilagante “liquidità” del mondo giovanile comincia ad Continua a leggere

Dalla crisi-rifiuto alla crisi-opportunità

A scuola, all’oratorio, nel gruppo dei pari, in ogni agenzia educativa, l’educatore deve «far uscire» tutte le opportunità che le crisi offrono ai suoi ragazzi.

Una storia

Una ragazza andò dalla madre per lamentarsi della propria vita. Si sentiva sfiduciata; quando risolveva un problema se ne presentava subito un altro, ed era stanca di lottare, tanto che credeva di darsi per vinta. La madre la portò in cucina, prese tre pentolini, li riempì d’acqua e la fece bollire. Poi mise una carota in uno, nell’altro un uovo e nell’ultimo dei chicchi di caffè. Continua a leggere

Per una pedagogia consapevole

L’interrogativo è il cuore dell’intelligenza: fa scattare il cervello e lo tiene sotto pressione. La cosa è certa: una domanda al giorno e la stupidità è tolta di torno. Anche nell’arte di educare l’interrogativo ha un rilievo centrale. Il buon senso non basta, abbiamo bisogno di una pedagogia consapevole.

I bambini di oggi sono più intelligenti di quelli di ieri?

È una voce che circola un po’ ovunque: “I bambini di oggi sono più intelligenti di quelli di qualche tempo fa”. Sarà vero? Il fatto che quella sia la convinzione accettata dall’opinione pubblica non è prova di verità. È meglio ragionarci su. Continua a leggere

Dal pensare secondo gli uomini al pensare secondo Dio

Un saggio ha detto che il pavimento dell’inferno è lastricato con le buone intenzioni mai messe in atto o mal realizzate per mancanza di convinzione o di determinazione o di coerenza oppure per paura e pusillanimità.

I bravi credenti…

Pietro crede in Gesù? Perbacco! Riesce a dirgli che lui solo ha parole di vita eterna. Una affermazione a tutto tondo. Eppure la sua sequela è un continuo battagliare con Gesù perchè è un credere pieno di attese che non facilitano la fede. E quando Gesù dice che deve morire ecc. Pietro, scandalizzato, afferma che mai gli capiterà questo. E Gesù lo sgrida dicendo che pensa secondo gli uomini e non secondo Dio e lo invita ad andare dietro di lui, a seguirlo. Credere non autorizza a mettersi davanti. Credere è fidarsi a tal punto da andare dietro dovunque la guida ci porti anche, anzi soprattutto, quando non capiamo per niente il percorso e l’obiettivo del viaggio. Continua a leggere