Innovazione a scuola
Cari genitori, docenti, ragazze/i, amiche ed amici, buona settimana!
L’Intelligenza Artificiale è già nella Scuola (e parlandone con studentesse e studenti se ne coglie il grado di pervasività), ma non toglie la dimensione della relazione e della “passione educativa” delle Scuole di don Bosco.
L’articolo della scorsa settimana sull’Intelligenza Artificiale, terminava con la previsione rispetto al fatto che ognuno potrà avere un proprio assistente virtuale che lavorerà al nostro posto, tema ripreso oggi su La Stampa anche da Francesco Profumo (Pres. Fondazione Agnelli e già Ministro Istruzione).
L’approccio è sempre lo stesso: inserire l’A.I. nel curricolo scolastico e formare i docenti a ciò – in quanto capace di trasformare la didattica, rendendola più interattiva e personalizzata – lasciando però invariate la finalità della scuola. Così, oltre ai contenuti fissati dalle Indicazioni e dai Quadri Nazionali, la Scuola inserisce anche l’A.I., oltre all’educazione digitale, affettiva, stradale, alimentare, civica (30 ore/anno), orientamento (30 ore anno), problem solving, due lingue straniere, contrasto al bullismo, al cyberbullismo, ai disturbi dell’alimentazione, prevenzione, poi le competenze legate al pensiero critico, ad imprenditorialità e creatività, STEAM (Science, Technology, Engineering, Arts, Mathematics), robotica, coding … Nella realtà sono ormai trascorsi ben 25 anni!!! da quella riforma dei cicli stabiliti dal Ministro Berlinguer nel 2000: da allora in poi, in modo additivo, ogni Ministro ha aggiunto qualcosa di sperimentale, a singhiozzo. Oggi, come già detto, è invece il momento di “togliere”, di alleggerire, di prendere atto che le conoscenze non sono più di per sé la soluzione di problemi complessi, ma sempre più piattaforme a cui attingere per trovarle, sviluppando capacità di interrogazione, selezione e di critica, alla luce dell’etica.
E noi al don Bosco cosa facciamo in questo senso? Sulla A.I. già due anni fa!! avevamo promosso il “Primo workshop di Chat GPT nella Scuola”, chiedendo alla piattaforma di svolgere una prova d’esame di Italiano scritto, valutata poi sulle Griglie nazionali. Da allora diversi docenti hanno frequentato corsi e nella didattica cooperativa l’A.I. è uno strumento spesso utilizzato in quanto permette di apprendere competenze di problem solving, di analisi critica, di collegamenti interdisciplinari e creative / espressive. Inoltre è altrettanto utilizzato nell’attività di tutorship, per chi ha difficoltà di apprendimento: un lavoro silenzioso, “pomeridiano”, che dà un valore aggiunto qualificando molto la nostra scuola.

In ottica di riforma quindi, l’auspicio è per dei programmi ed indirizzi non solo fissati a livello nazionale, ma anche focalizzati sulle esigenze territoriali, con sistemi duali ad hoc, efficaci, come nei Lander tedeschi, dove disoccupazione giovanile e Neet sono ai livelli più bassi in Europa. Dobbiamo impegnarci per una scuola sempre più capace di garantire il ruolo storico di “ascensore sociale”, che educhi promuovendo la miglior cultura tecnologica ed umana del nostro Paese. Leonardo da Vinci docet… Ed anche se i tempi non sono i migliori, mai rinunciare alla speranza di un neo rinascimento europeo, unita sempre a quella “passione educativa” che chiede di mettere “i giovani al centro”. Due insegnamenti di don Bosco, che qui ci aiutano quotidianamente a costruire una comunità di docenti motivati e portatori di innovazione didattica grazie al loro lavoro creativo che nessun algoritmo, tutorial, piattaforma e/o tecnologia potrà rendere conveniente sostituire. Infatti anche il sito https://willrobotstakemyjob.com è una piattaforma previsionale capace di indicare le probabilità che intelligenza artificiale / robot sostituiranno il lavoro umano, per ogni professione. Il docente ha però una bassa possibilità di essere sostituito da robot / IA (0,8%) nei prossimi anni. Alcune funzioni potranno essere automatizzate (circa il 30%, ad esempio attività come correzione prove, archiviazioni voti, spiegazioni a distanza, ecc.), ma non quelle più direttamente connesse alla relazione di apprendimento (capire le difficoltà, incoraggiare e motivare gli studenti, rimuovere dubbi, comprendere situazioni, ecc.).












