Perché andare con la Scuola al Salone del Mobile a visitare le imprese del Distretto.
Cogliere con gli studenti le opportunità di vivere “esperienze di bellezza” che le imprese del nostro territorio offrono.
Abitiamo uno dei territori più industrializzati del mondo, il distretto valvole e rubinetti, in cui si produce il 15% della produzione mondiale, grazie a 400 imprese (e 700 unità produttive), che occupano direttamente 11.000 addetti. Un fatturato aggregato di oltre tre miliardi di euro, che viene in larga misura esportato in 130 Paesi. In questo distretto, tra lago d’Orta e Valsesia, l’acqua è cultura materiale: scorre nei torrenti che alimentavano le prime officine e ora attraversa stabilimenti ultramoderni da cui escono rubinetti e valvole destinati alle cucine di Manhattan come agli hotel di Dubai. Il design è originato proprio dalla bellezza dei paesaggi, dentro cui le fabbriche sono integrate, tra boschi e specchi d’acqua. Queste “nuove atmosfere industriali” qui sono riunite in un territorio ricco di bellezze architettoniche e paesaggistiche, dalle acque blu del Lago d’Orta a quelle cristalline della Val Sesia, fino al “blu Gaudenzio Ferrari”, ritrovabile nelle opere di questo artista locale di epoca rinascimentale [Giacomo Gagliardini, 18 maggio 2024, Novara, Convegno CNVV, Visioni di impresa]. L’anima creativa di questo territorio ed il suo “Genius Loci” sono orientati da alcuni elementi della natura: infatti l’acqua dà la forma ai prodotti, la luce (il sole) alimenta la meccatronica e la robotica, i paesaggi del lago sono da sempre fonte di ispirazione e quelli delle Valli portano innovazione. In questo distretto l’artigianato non è sostituito dalla tecnologia, ma ne è amplificato, in un sistema composto non più solo da fabbriche, clienti e fornitori, ma che si è evoluto in un ecosistema dove convivono appunto il saper fare manuale, l’automazione flessibile, l’AI, il design, la ricerca, la formazione continua e l’innovazione. È un ecosistema iper-specializzato, il cui vantaggio competitivo sta nella sua densità di competenze: “se qui un designer immagina un nuovo rubinetto il lunedì, qui il venerdì può avere il primo prototipo”.
Se questi sono i principali punti di forza del nostro Distretto, vi è anche qualche criticità, tra cui l’immagine percepita: infatti, soprattutto per i giovani, è difficile comprendere la bellezza contenuta sia nei prodotti, sia all’interno degli ambienti industriali, sempre più simili ad aziende farmaceutiche, fabbriche intelligenti, in cui si digitalizza la qualità del Made in Italy. Inoltre, agli studenti non sempre si racconta che siamo in un grande “laboratorio europeo dove l’artigianato evolve con AI e automazione” i cui prodotti oggi hanno un valore sia estetico (il design, i materiali, il colore, le forme), sia etico. Infatti, le innovazioni si concentrano sulla riduzione del consumo di acqua, sull’efficientamento energetico e sulla climatizzazione degli ambienti. Il Distretto è impegnato a fornire un contributo positivo anche allo sviluppo sostenibile, orientato dagli obiettivi dell’Agenda ONU 2030, legati all’eco-innovazione. Conoscere tutto ciò è un vantaggio anche per le aziende, che sempre più puntano sull’attrazione di talenti e di manodopera qualificata, mentre la percezione che i giovani hanno della “fabbrica” è spesso legata ad una immagine Novecentesca, con poco appeal rispetto ad un ambiente di lavoro dove occuparsi.
Una grande occasione per gli studenti per vedere il livello di qualità dei prodotti delle imprese del Distretto è visitare i loro stand al Salone del Mobile di questa settimana (e al MCE – Mostra Convegno Expocomfort a marzo 2026). La qualità e la bellezza dell’exhibition è altissima e la prima percezione è di come sia davvero l’acqua la materia ispiratrice dell’economia locale: rubinetti e valvole sono oggetti che si diramano sulle linee distributive, al termine e nelle posizioni intermedie dei circuiti. Poi colpisce la bellezza del design dei prodotti, dei complementi e degli arredi, il packaging, i colori, le atmosfere, l’architettura degli spazi dello stand, il livello di comunicazione, la clientela internazionale, l’empatia degli operatori, la qualità del food and beverage offerta agli ospiti. Immergersi in questi contesti permette di scoprire quanto sia alto il livello qualitativo dei prodotti delle aziende del nostro territorio, ma che vedendo solo il “capannone” esterno delle unità produttive non si ha la possibilità di cogliere. Le altre occasioni di entrare in aziende per ragazze/i del don Bosco in quest’anno scolastico sono state le visite, sia alle unità produttive, sia agli show room interni delle aziende. Invece, sempre a questo fine, le aziende organizzano open day (v. la partecipazione a “Fabbriche aperte”), ricorrenze, eventi e feste per i dipendenti e le loro famiglie. Inoltre, sono sempre più presenti a Career Day locali.
Inoltre, nel partecipare al Salone ed alle fiere, gli studenti hanno sempre la possibilità di incontrare qualche ex allievo che è già inserito nelle aziende del settore e fa da “ambassador” rispetto a quanto detto prima ed anche questa è una buona opportunità di scambio scuola azienda. Infatti, sarà nella sinergia tra questi due soggetti, che si potrà lavorare ancora più efficacemente rispetto all’obiettivo di allineare la realtà aziendale e l’immagine percepita dagli studenti. Con un vantaggio per tutti.





