Otto caratteristiche dei giovani piegati sul cellulare

Uno studio rivela le otto ”i” della generazione di oggi: immaturità, iperconnessione, incorporeità, instabilità, isolamento, incertezza, indefinitezza, inclusività

Jean M. Twenge è una docente di psicologia dell’adolescenza presso l’Università di California a San Diego. Con meticolosità tutta anglosassone, da anni studia il passare delle generazioni negli Stati Uniti: dai “baby boomer” (i nati tra il 1946 e il 1964), alla “generazione X” (1965-1979) ai “millennial” (1980-1994). Finora, tutti gli indicatori psicologici e sociali mostravano cambiamenti Continua a leggere

Il dramma di una generazione che rifiuta la fatica

di Costanza Miriano

Tra i motivi, oltre all’incapacità dei genitori di tollerare la frustrazione, il limite, la sofferenza dei propri figli, c’è anche la tecnologia che offre tutto e subito senza fatica.

Qualche tempo fa, in una gelida mattina invernale, a Perugia, ho incontrato un gruppo di ragazzini delle medie. Correvano in un bosco – come me, peraltro -, incuranti della pioggia, del freddo,degli schizzi di fango. Da madre ho avuto un sussulto, poi mi sono ricordata che per tutta l’adolescenza, e a dire il vero per tutta la vita, l’ho fatto anche io: prendere freddo, bagnarmi, Continua a leggere

Dalla crescita «del» corpo alla crescita «col» corpo

Vivere bene col proprio corpo e con quello degli altri è una dimensione fondamentale per la pace e serenità personale e comunitaria.

«Dio disse: “Facciamo l’uomo a nostra immagine, secondo la nostra somiglianza: dòmini sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo, sul bestiame, su tutti gli animali selvatici e su tutti i rettili che Continua a leggere

Dalla fede imparata alla fede generata

La fede non può essere insegnata o almeno non si riduce a qualcosa soltanto da insegnare. La fede è incontrare, è consegnarsi a uno che si è incontrato e non solo imparato! «La fede si trasmette nella forma del contatto, da persona a persona, come una fiamma si accende da un’altra fiamma» (Lumen Fidei, 37).

Educare alla fede in un’epoca di grande cambiamento culturale come la nostra non è certo uno scherzo. Non solo viviamo nel rifiuto del principio dell’autorità, di ogni proposta che sappia di Continua a leggere

I draghi possono essere sconfitti!

Di Marco Pappalardo

Si è parlato di quanto possa essere utile inserire tra le discipline qualcosa del tipo “Educazione al Web”…

La notizia della separazione di Brad Pitt e Angelina Jolie ha rubato in un attimo ampio spazio alle tristi vicende legate al cyberbullismo, al sexting, all’uso pericoloso dei social network. La colpa non è certo dei due famosi attori, visto che sarebbe accaduta comunque e a breve la caduta nell’oblio di queste storie dolorose; così funziona, o meglio, non funziona la comunicazione di massa. Continua a leggere

I genitori «spazzaneve», spianano la strada ai figli ma li danneggiano

di Claudia Voltattorni – Corriere della sera

L’allarme di una preside inglese contro la tendenza a «spianare la strada ai figli»

Gli inglesi li chiamano «genitori spazzaneve». Perché «ripuliscono ogni cosa davanti ai loro figli in modo che nulla possa andare loro storto e possa minacciare la loro autostima». Succede a Londra, al collegio femminile di Saint Paul dove la direttrice Clarissa Farr, racconta al Times, ogni giorno si imbatte in madri e padri vittime di «ansia frenetica che fa loro rifiutare l’idea che i propri pargoli possano arrivare secondi». Il che si traduce in «bambini iperprotetti e incapaci di affrontare un fallimento». Continua a leggere

L’arte di educare: La generazione touch

(Pino Pellegrino, Bollettino Salesiano)

Che dire delle nuove modalità comunicative? Dove ci porteranno?

Una cosa è certa: siamo nel bel mezzo di un’inarrestabile rivoluzione storica. Il numero dei bambini che sanno navigare in Internet è di gran lunga superiore a quelli che sanno allacciarsi le scarpe.

La comunicazione digitale (la comunicazione tramite i cellulari, i tablet, gli smartphone ecc.) è ormai un dato di fatto planetario. Dobbiamo fermarci un attimo e riflettere. Non ci è lecito stare alla finestra e guardare il nuovo che avanza. È un dovere interpretarlo. Continua a leggere

Le malattie dell’educazione: Guerra al “cosismo”

Pino Pellegrino (Bollettino Salesiano)

Abbiamo dimostrato che il “cosismo” è un virus che insidia alla radice l’educazione. Dobbiamo difenderci, ad ogni costo. Per riuscire nell’impresa proponiamo due strategie concrete: il rafforzamento del cervello e il rilancio della sobrietà.

IL RAFFORZAMENTO DEL CERVELLO

È spiegabile che questa debba essere la prima mossa per battere il “cosismo”. Di fronte al prevalere dell’oggetto è da saggi rafforzare il soggetto. Continua a leggere

Le malattie dell’educazione: La ‘sclerocardia’ (la durezza di cuore)

Pino Pellegrino (Bollettino Salesiano)

Se la malattia della ‘figliolite’ può avere una giustificazione nella sensibilità delle mamme, se la ‘tarantolite’ si può spiegare in tempi di crisi come i nostri, la ‘sclerocardia’ (‘durezza di cuore’) sulla quale vogliamo fermarci quest’oggi, non ha giustificazione alcuna, tanto è cattiva e disgustosa

Non è forse vero che non amare i figli è da crudeli? Da sadici? Eppure oggi, mentre la Terra si riscalda, i cuori si raffreddano, l’analfabetismo affettivo si diffonde sempre più la mancanza di tenerezza pare ai minimi storici.  Continua a leggere

Le malattie dell’educazione: Il rachitismo

Pino Pellegrino (Bollettino Salesiano)

Il messaggio pedagogico più urgente, oggi: «Genitori, per favore, crescete!».

I nostri ragazzi hanno bisogno di riempirsi gli occhi di adulti limpidi, ben definiti. Hanno bisogno di padri e di madri che si comportino da genitori, non da amici.

C’è da augurarsi che nessuno dei lettori sia ammalato della malattia di cui dobbiamo (sì, lo sentiamo come dovere!) parlare in questo mese: il rachitismo.

I medici ci dicono che chi è affetto da rachitismo è carente di vitamina D, per cui l’ossificazione è ostacolata e la crescita bloccata ed ecco l’uomo debole, fragile, non cresciuto, non virile, non energico e forte. è chiaro che qui non parliamo di rachitismo fisico, ma di rachitismo psichico, di infantilismo spirituale.  Continua a leggere