Nel 2014, la Crimea era stata al centro di molte vicende internazionali, soprattutto l’annessione alla federazione russa, voluta dal 95% della popolazione che in un referendum, ha espresso il proprio volere di fare una secessione dall’Ucraina, per diventare territorio russo e questa scelta, soprattutto dagli occhi dell’ONU, della NATO e dell’Unione Europea, non è stata di buon gradimento visto che queste organizzazioni non riconoscono la Crimea come “ oblast’ ”, russo ma la ritengono parte integrante dell’Ucraina, e per questo motivo sono state applicate molte sanzioni alla Russia.

Con l’arrivo alla presidenza degli USA il candidato democratico Joe Biden, la situazione sembra stia cambiando, visto che il neo-presidente americano ha espresso apertamente il proprio volere di appoggiare l’Ucraina e il presidente Zelensky, visto che circa a inizio Aprile, lo stesso presidente ucraino aveva minacciato il massiccio arrivo di soldati, navi da guerra e aerei nel confine tra Russia e Ucraina, soprattutto nella regione del Donbass, dove da qualche anno, una repubblica riconosciuta dalla Russia ha dichiarato la propria indipendenza dal popolo ucraino e subito i russi, intuendo l’importanza della situazione, sono scesi in campo a favore dei secessionisti ucraini. Negli ultimi giorni soprattutto, ci sono stati diversi scontri a fuoco tra i due eserciti causando anche diversi feriti e qualche morto e proprio per questo motivo, Biden, era sceso in campo a favore di Zelensky, il quale ha apprezzato l’aiuto chiedendo però alla NATO di accelerare il processo di entrata dello stato nell’organizzazione per evitare una possibile guerra con la Russia, anche se molti reputano lo scontro ormai inevitabile, visto che, il governo di Mosca, già da qualche anno, sembra stia dando nuove cittadinanze agli abitanti del Donbass, favorendo così una totale annessione della zona e la nascita di una nuova regione come parte integrante della federazione russa.

Fabrizio Avico, IV ginnasio