Don Bosco e lo Sport
Cari genitori, docenti, ragazze/i, nel percorso che va verso la chiusura dell’anno scolastico, abbiamo vissuto venerdì 30 maggio, la nostra “giornata dello sport” in memoria di Filippo. Stesso spirito anche per il “Bike Day” di giovedì 29 maggio.
Niente a che vedere con lo sport inteso come agonismo, violenza, odio, come ci restituiscono oggi le immagini di Parigi, dove la festa Champions si è trasformata in guerriglia: 2 morti e quasi 600 arresti
La Scuola ha dedicato una giornata alla promozione dello sport, ma non è una “parentesi” dall’attività didattica o un semplice passatempo in attesa di terminare le lezioni, quanto piuttosto un credere che queste attività ludico sportive siano strumenti per educare, perché portano divertimento, fiducia, crescita, soprattutto se svolti con i propri docenti ed educatori. Nel segno di don Bosco che, secondo lo storico Ernesto Preziosi, è l’inventore dello sport. Nel 75° anniversario della fondazione del Centro Sportivo Italiano, lo storico ha affermato che “….Nell’Italia preunitaria di metà del 1800 non esisteva lo sport, esistevano pratiche di esercizio ginnico. La prima esperienza di gioco organizzato e strutturato la riscontriamo nelle proposte e nel metodo di Don Giovanni Bosco negli spazi del suo oratorio….”.
Il gioco, l’esercizio fisico sono parte del sistema preventivo, perché educativo e formativo moralmente e spiritualmente. Nel sistema preventivo di don Bosco, il gioco e il movimento avevano un ruolo fondamentale per l’equilibrio fisico e morale dei giovani. Le attività ricreative erano strettamente collegate all’educazione e alla religione: contribuivano a creare un clima sereno, gioioso e familiare, prevenendo comportamenti negativi.


Nel “Salesian Encyclopaedic Dictionary”, alla voce “sport”, si specifica che anche se Don Bosco non usava esplicitamente il termine “sport” come lo intendiamo oggi, egli promuoveva “giochi, esercizi ginnici, attività ricreative e fisiche” perché riteneva fossero indispensabili per la salute dei giovani e per una sana disciplina.
Nel sistema educativo di Don Bosco è evidente come l’oratorio fosse anche un campo da gioco: uno spazio dove i giovani potessero “correre, saltare, divertirsi” sotto lo sguardo amichevole dell’educatore.
Al tempo di don Bosco, non esistevano società sportive strutturate. Tuttavia, Don Bosco promosse forme embrionali di associazionismo giovanile che comprendevano momenti di attività fisica organizzata, come ad esempio le compagnie dell’oratorio che alternavano attività religiose, culturali e ricreative.
Sport ed esercizio sono quindi strumenti fondamentali per la crescita di ragazzi/e, particolarmente per gli studenti, mezzi di sviluppo fisico e morale. Don Bosco preferiva giochi attivi ed è documentata una corsa che a 55 anni di età vinse contro 800 ragazzi a Valdocco… Don Bosco, nella sua esperienza di educatore, percepì che il gioco, oltre ad essere un elemento equilibrante e quindi necessario, sviluppa aspetti specifici nella formazione totale del ragazzo, tanto da trasformarlo in un elemento pastorale: in ogni “Casa” si trovano il cortile, i campi da gioco, formando un legame particolare con i Salesiani, tanto che successivamente nacquero le Polisportive Giovanili Salesiane, un unicum tra gli Enti Religiosi.
Il gioco e lo sport elementi chiave quindi per la maturazione umana dei giovani e per la crescita della loro fede.
Continuiamo così, grazie a educatori e docenti che hanno collaborato ed alla famiglia Allorio.
Avanti!
Giovanni Campagnoli, Direttore












