L’eredità (da non perdere) di Papa Francesco
A pochi giorni dall’inizio del Conclave (7 maggio), il web di interroga sia su chi sarà il nuovo Pontefice, sia sull’eredità da non perdere. Si legge di intrighi di palazzo, segreti, preparativi, incontri, si guarda il film “Il Conclave”, ma si riflette abbastanza sull’eredità, anche economica, che ci lascia Papa Francesco?
Cari genitori, docenti, ragazze/i, amiche ed amici, siamo pronti ad assistere all’elezione del successore di Francesco? Da mercoledì 7 maggio infatti, comincia il Conclave che ci indicherà il 267° successore di Pietro.
Abbiamo da poco vissuto l’elezione del nuovo successore di don Bosco, Don Fabio Attard ed entriamo già nel nuovo clima di attesa per il “dopo Francesco”. Arriviamo da 100 giorni di caos di guerre, tregue? pace (solo dichiarate), dazi e non dazi e ci rendiamo conto pienamente dell’importanza della figura di Papa Francesco, in primis come autorità morale. Possiamo oggi essere contenti perché aumenta il PIL con una produzione orientata ad una economia di guerra? Siamo felici se la U.E., dagli impegni verso la transizione ecologica ha spostato risorse indicibili sul riarmo? Che tipo di economia vogliamo? Ed è questa una tra le più grandi eredità di Papa Francesco, che era contenuta nella sua prima esortazione apostolica “Evangelii gaudium” (2013), dove l’economia occupava uno spazio importante. La Bibbia e il Vangelo (dice Luigino Bruni) sono pieni di economia. Il Dio biblico, la Legge e i profeti parlano anche di economia, e Gesù di Nazareth ha annunciato il suo Regno parlando di talenti, operai, denari, tasse, salari, mercanti, di poveri beati e di ricchi inguaiati. The Economy of Francesco (EoF) ha detto concretamente quanto importante fosse per lui l’economia, un vero “luogo teologico”, perché nessun Papa aveva mai pensato di dar vita ad un movimento globale di giovani economisti, imprenditori e change makers, tutti under 35. Se si vuole veramente “attivare processi e non occupare spazi” è necessario mettere al centro i giovani, perché nulla più di un giovane dice processo, futuro, di libertà. Lui sapeva che quasi tutti i profeti biblici furono chiamati quando erano giovani, persino ragazzi (Samuele e Geremia). Papa Francesco volle un pensiero economico giovane, perché i giovani pensano in quanto giovani, non sono nella sala d’attesa della vita adulta, riprendendo quella nuova idea di capitalismo dei prossimi anni, che dovrebbe evolvere rispetto alla rivoluzione ecologica, alla salvaguardia della biodiversità delle forme d’impresa e ad una maggiore inclusione sociale degli “scartati” dal sistema, ad una economia dei “beni comuni”.
Noi siamo stati a Novara, in Curia, alla presentazione della Economy of Francesco da parte del prof. Davide Maggi, uscendo con questa domanda: “Quale mondo lasceremo ai nostri figli” piuttosto che “A quali figli lasceremo questo mondo?“.
Se il prossimo Papa accetterà di portare avanti questa eredità economica di Papa Francesco, valorizzandola e sviluppandola, si potrà silenziosamente, ma decisamente, continuare nella missione di ri-animare l’economia.
Giovanni Campagnoli, Direttore

… e per finire, due domande per riflettere…
«Quale mondo lasceremo ai nostri figli?» (Hans Jonas)
«A quali figli lasceremo questo mondo?» (Jaime Semprun)












