Buon Natale dal don Bosco Borgo
In questa occasione don Bosco augurava a tutte le Case di essere sempre più ambienti di gioia, serenità e familiarità: “che nelle nostre case regnino l’allegria e la bontà: è questo che attira i cuori”. E, si potrebbe aggiungere oggi, che le famiglie vengano dichiarate “patrimonio dell’umanità”.
Il Natale diventava per don Bosco il momento privilegiato per rafforzare lo spirito di famiglia, elemento centrale del Sistema Preventivo. E quando ne parlava ai suoi collaboratori (Salesiani, educatori, responsabili delle case), ricordava che il Natale doveva essere il tempo per sentire un Dio che si fa più vicino all’umanità, mite, donato totalmente… E questo deve portare ad un tempo di gioia e di ottimismo, nonostante tutto, nonostante la sensazione di avere – come in questo tempo – i “barbari alle porte”, di essere entrati in un’età selvaggia, violenta, di guerre, di crisi. Ma anche nella Torino di metà e fine 800 si respirava la stessa atmosfera, eppure don Bosco costruisce una pedagogia in cui la Santità consiste nello stare sempre allegri. Di conseguenza, vale ancora anche oggi abbracciare la categoria della Speranza e dell’ottimismo, anzi abbiamo più che mai la responsabilità di essere ottimisti.
Giovanni Campagnoli, Direttore.












