Chessidice? NATALE: nulla è impossibile a Dio
25 Dicembre 2025
Salve. Mi chiamo Maria, anzi Myriam. Sono nata a Nazaret, in una grotta, come tutte, senza niente di speciale. Beh, veramente in una cosa ero speciale.
Mi piaceva spesso ritirarmi in privato per chiedermi delle cose. Finché un giorno ho trovato una risposta che ha scombussolata la mia vita. È stata una sensazione, come un brivido provocato da un angelo che mi ha bisbigliato nell’orecchio “nulla è impossibile a Dio” e poi è sfuggito, lasciandomi immersa in un profumo che sapeva di eternità.
E la mia fantasia è partita al galoppo. Perché se nulla è impossibile a Dio, mi dicevo, non sarà impossibile che questo Dio prima o poi voglia farsi vedere ai nostri occhi, voglia scendere tra di noi, voglia addirittura provare a vivere come noi per insegnarci a vivere, per dirci quanto è importante essere sua immagine e somiglianza, come è scritto che ci ha creati. Così correvo con i miei pensieri. E quella notte stessa ho risentito quel brivido dell’angelo innamorato che diceva “potresti essere tu la madre di quel Dio umano”. Mi sono svegliata con il cuore che andava a mille chiedendomi “come è possibile? Sono solo promessa a Giuseppe!”. E nell’aria un coro armonioso che cantava “nulla è impossibile a Dio”.
Ebbene sì, sono sempre Maria, anzi Myriam e sono mamma di un bambino che ho chiamato Gesù perché, se non ricordo male, così voleva l’angelo. Era bello il mio Gesù, ai miei occhi somigliava proprio a un Dio. Perché, se nulla è impossibile a Dio, Gesù può essere Dio. Sappiamo tutti come nasce un bambino, ma che un Dio nasca bambino ci lascia sconcertati. Però se ci ricordiamo che nulla è impossibile a Dio, allora tutto è possibile+, perfino che io sia sua madre. Io non ho fatto altro, poi ha fatto tutto lui. E come figlio di Dio ha amato il mondo da Dio fino a dare tutto, ma proprio tutto per amore, fino a morire in croce.
E io ero lì, ai piedi di quella croce che pensavo “non può finire così”. Lui l’aveva detto che non sarebbe finito così e adesso io mi ricordavo che poteva succedere veramente, perché un Dio, se muore, è solo per amore, cioè per non smettere mai di vivere. E così subito risorse, come se nascesse una seconda volta. Perché nulla è impossibile a Dio neanche sconfiggere la morte, risorgere più bello che mai e consegnare a tutti gli uomini la possibilità di vincere la morte, per risorgere e vivere sempre con lui una vita bellissima, una vita da Dio.
E certo che io sono sua madre perché a lui nulla è impossibile, neanche che io diventi la madre di tutti, come lui ha detto sulla croce. Lui, il mio figlio preferito, mi ha affidato tutti, consegnandomi il giovane Giovanni. Sono sempre Myriam, la madre di Gesù. Niente di più. La Madonna l’avete costruita voi, piena di titoli speciali: io ho solo aiutato mio figlio a darvi il vino buono perché non sprechiate la vostra vita bevendo surrogati che potrebbero farvi dimenticare che siete stati creati a sua immagine e somiglianza.
Sono solo Myriam, ma sono diventata tante Madonne. Madonna di qui e Madonna di là. Ma sono sempre io, Myriam, quella nata nella grotta sperduta nel paesino di Nazaret, da cui non poteva venire niente di buono. Così dicevano i sapientoni del tempio, quelli che ne sapevano più di Dio, più di Gesù che a loro dava fastidio, perché parlava da Dio non come loro. Parlava come un Dio innamorato dell’uomo e non succube delle leggi che appesantivano la vita dei poveri cristi, gli scartati dalla società bene e dai religiosi presuntuosi, che si erano seduti sulla cattedra di Mosè.
Dalla croce ho ricevuto da Gesù l’incarico di essere la mamma di tutti questi poveri cristi. Sono il loro aiuto, sono la Myriam Ausiliatrice, come mi ha definito il santo dei giovani. Sono anche la Myriam Vergine, Immacolata, Regina di tanta roba, ma questo l’ho saputo dopo, molto dopo, quando tutto era avvenuto. Immacolata perché? Perché nulla è impossibile a Dio. Ma io ho detto solo il mio sì, e mi sono ritrovata in questa storia più grande di me, così grande da consegnare un Dio di carne a tutti quelli che lo cercano. Un Dio ben descritto da quella preghiera che mi piace tanto perché anch’io faccio proprio come fa lui. Sono sua madre! Le cose belle le avrà certamente imparate da me. Mi sembra giusto!
Orme sulla sabbia.
«Ho sognato che camminavo in riva al mare con il mio Signore e rivedevo sullo schermo del cielo tutti i giorni della mia vita passata. E per ogni giorno trascorso apparivano sulla sabbia due orme, le mie e quelle del Signore. Ma in alcuni tratti ho visto una sola orma, proprio nei giorni più difficili della mia vita.
Allora ho detto: «Signore io ho scelto di vivere con te e tu mi avevi promesso che saresti stato sempre con me. Perché mi hai lasciato solo proprio nei momenti più difficili?». E Lui mi ha risposto: «Figlio, tu lo sai che io ti amo e non ti ho abbandonato mai: i giorni nei quali sei soltanto una-orma sulla sabbia sono proprio quelli in cui ti ho portato in braccio».
Sì. Perché nulla è impossibile a Dio, neanche portare in braccio tutta l’umanità.
Con Gesù ho fatto un patto.
Non possiamo permetterci il lusso di smarrire neanche una pecorella. Lui l’aveva detto chiaro: «Vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione». (Lc 15,7)
Ma come ho fatto a mettere al mondo un figlio così bravo, così attento agli ultimi, agli smarriti, quasi a immagine e somiglianza del Creatore? E perché sono stata scelta proprio io?
Vi consiglio un titolo da aggiungere a tutti i titoli: «Myriam fortunata, Madonna di tutte le Madonne, prega per noi»!
E quindi, se nulla è impossibile a Dio vi auguro un bel Natale per incontrarlo. Veramente!
Maria, anzi Myriam di Nazaret












