Chessidice? AVVENTO: La festa messianica

13 Dicembre 2025

Solo una comunità risanata e liberata dai suoi mali può essere invitata alla festa messianica, anticipata nel segno del pane distribuito a tutti con abbondanza.

Gesù realizza qui quanto aveva promesso nel brano delle beatitudini: i poveri, gli afflitti e gli affamati trovano la consolazione e la sazietà. Egli ha compassione per il popolo che lo segue da tre giorni e ha esaurito le provviste di cibo. È una commozione interna e viscerale, un sentire profondo e intenso che spinge Gesù a soccorrere il suo popolo mediante la missione dei dodici, le guarigioni e la moltiplicazione del pane. La fame e la miseria sono un male, e Gesù comanda ai suoi discepoli di combatterle, segnalando loro con fatti concreti la direzione da seguire. Egli ha cominciato, i suoi discepoli devono portare a termine la sua opera. Se l’azione dei cristiani non distrugge i mali che tormentano la vita dell’uomo, non ricalca quella del Cristo. Gesù recita la benedizione sul pane, atto proprio del capo-famiglia, che riconosce così Dio quale datore dei beni per il sostentamento dell’uomo. La sequenza dei verbi prendere, benedire, spezzare, dare allude all’ultima cena. I cristiani che partecipano alla cena del Signore o che rileggono il miracolo della moltiplicazione del pane sono chiamati a spezzare con Gesù il pane e la stessa vita per gli altri. Il cristiano, saziato dal Cristo, offrirà a tutti l’abbondanza dei beni ricevuti: la pace, la felicità, l’amicizia con Dio e con i propri fratelli. La beneficenza materiale e spirituale instaura il regno di Dio sulla terra.