Di marina Corradi
Quell’amore dato in cambio di niente…
Una banda di uomini armati all’assalto di una casa di riposo per vecchi e disabili condotta dalle Missionarie della Carità, le suore di Madre Teresa. Ad Aden, nello Yemen, quattro di loro sono morte, assieme ad altre dodici persone, mentre un sacerdote salesiano risulta scomparso, forse rapito. Uomini e religiose massacrati, forse, da al-Qaeda, dentro lo scenario di una guerra civile che da un anno e mezzo attanaglia il Paese, e ha già fatto 6mila morti. Nello Yemen, il Paese più povero del Medio Oriente, si scontrano indirettamente le forze poderose e nemiche di Iran e Arabia Saudita. La città di Aden è in mano al governo che si oppone ai ribelli houthi.
Un attentato terrorista dunque. Un manipolo di assassini contro la casa degli inermi: anziani, malati, handicappati accolti dalle figlie di Madre Teresa. Il lupo e l’agnello: non deve essere certo stato difficile attaccare, armi in pugno, un rifugio di indifesi. Tra gli attentati che insanguinano il mondo ogni giorno, uno dei più ripugnanti. Uccidere delle donne consacrate che si prendono cura, come di figli, degli ultimi, e il sacerdote che ne condivide l’opera. Quei vecchi e quei malati, dice un lancio della Agenzia Fides, sono salvi. La furia omicida si è scatenata proprio sulle quattro sorelle riconoscibili dal velo bianco e blu: loro l’obiettivo dell’odio, in quanto cristiane. Erano due ruandesi, una kenyota e una indiana. Figlie dei Sud del mondo che, anziché fuggirne, avevano scelto di radicarsi nel luogo della massima povertà, casa per chi non ha alcuna casa.
La strage dello Yemen, in un contesto internazionale in cui il fiato dei jihadisti del Daesh e di al-Qaeda incalza tutti, in Occidente come nel Terzo mondo, sembra icona di una ferocia che sconfina nel male allo stato puro. Non potevano in alcun modo costituire una minaccia, quelle piccole suore e quel prete. Non rappresentavano multinazionali straniere, o potenze nemiche, non rappresentavano niente altro che il volto e le mani di Cristo, portato, attraverso il loro volto e le loro mani, nel cuore della miseria. Misericordia e compassione portate non per vaga filantropia, ma – come ricordava sempre Madre Teresa – riconoscendo Cristo in persona, in ciascuno degli “scartati” dal mondo. Di modo che ciò che è accaduto ieri in Yemen è un vertice di male gratuito, dietro a cui si avverte un’ombra oscura innominabile, che tracima e trabocca nelle violenze del terrorismo islamico. Il lupo e l’agnello, la ferocia sull’innocente inerme, una volta ancora. Sapevano certo, quelle suore, quel prete, quali rischi comportava rimanere in un Paese dilaniato da una guerra civile.
Sapevano quanto odio stava come sbucando dal sottosuolo, fra le strade dello Yemen. Non hanno pensato ad andarsene. Non sarebbero state capaci di abbandonare quei loro vecchi, quei fratelli malati, di chiudere l’ospizio lasciandoli dentro una guerra, e senza nessuno. Hanno continuato, probabilmente tra i bombardamenti e cento pericoli, a cercare di condurre la loro casa, dando da mangiare agli ospiti, curandoli, confortandoli. In una mite e tenace resistenza al male; in silenzio, con gesti quotidiani – imboccare, lavare, pregare – mentre fuori deflagrava la ferocia.
Così, quelle suore ne erano certe, avrebbe fatto la beata Madre Teresa, che sarà proclamata santa a settembre. Madre Teresa che diceva: «Il più grande dono che Dio ti può fare è darti la forza di accettare qualsiasi cosa Egli ti mandi, e la volontà di restituirgli qualsiasi cosa Egli ti chieda». Dentro a questo sguardo le quattro sorelle di Aden e il salesiano sono rimaste; e ieri mattina, come agnelli, sono andati incontro alla morte – «con la forza di accettare qualsiasi cosa Egli ti mandi».
Docilmente hanno restituito a Dio la loro vita – «restituirgli qualunque cosa Egli ti chieda». E forse, attorno, in quella città, qualcuno si fermerà un momento a considerare la strana scelta di quegli stranieri venuti lì a morire per curare creature che ‘non valgono’ niente. Perché, in cambio di cosa?
In cambio di niente. Nella assoluta gratuità di Cristo.
E rimarrà, solo in alcuni magari, tra chi ha visto ieri ad Aden il massacro, una domanda. Tanto straniero appare agli uomini l’amore illimitato e gratuito, che chi lo incontra non può non chiedersi come mai, e perché. È la fascinazione di Cristo che rimane, misteriosa e viva, sopra a qualsiasi orgia di morte. Sopra a qualsiasi ferocia che gli uomini, come schiavi, scelgano di servire.
Venti cose che non sapevi di Google…
/in DbBLOG/da dB BlogGoogle, il più grande motore di ricerca del mondo, è in grado di calcolare quantità di dati enormi di dati al secondo e ci aiuta ogni giorno a scuola con Google Drive, a casa per ricordarci che dobbiamo annaffiare le piante con Google Continua a leggere
Yemen, le 4 suore uccise
/in SPRITZ/da don Giuliano PalizziDi marina Corradi
Una banda di uomini armati all’assalto di una casa di riposo per vecchi e disabili condotta dalle Missionarie della Carità, le suore di Madre Teresa. Ad Aden, nello Yemen, quattro di loro sono morte, assieme ad altre dodici persone, mentre un sacerdote salesiano risulta scomparso, forse rapito. Uomini e religiose massacrati, forse, da al-Qaeda, dentro lo scenario di una guerra civile che da un anno e mezzo attanaglia il Paese, e ha già fatto 6mila morti. Nello Yemen, il Paese più povero del Medio Oriente, si scontrano indirettamente le forze poderose e nemiche di Iran e Arabia Saudita. La città di Aden è in mano al governo che si oppone ai ribelli houthi.
Un attentato terrorista dunque. Un manipolo di assassini contro la casa degli inermi: anziani, malati, handicappati accolti dalle figlie di Madre Teresa. Il lupo e l’agnello: non deve essere certo stato difficile attaccare, armi in pugno, un rifugio di indifesi. Tra gli attentati che insanguinano il mondo ogni giorno, uno dei più ripugnanti. Uccidere delle donne consacrate che si prendono cura, come di figli, degli ultimi, e il sacerdote che ne condivide l’opera. Quei vecchi e quei malati, dice un lancio della Agenzia Fides, sono salvi. La furia omicida si è scatenata proprio sulle quattro sorelle riconoscibili dal velo bianco e blu: loro l’obiettivo dell’odio, in quanto cristiane. Erano due ruandesi, una kenyota e una indiana. Figlie dei Sud del mondo che, anziché fuggirne, avevano scelto di radicarsi nel luogo della massima povertà, casa per chi non ha alcuna casa.
La strage dello Yemen, in un contesto internazionale in cui il fiato dei jihadisti del Daesh e di al-Qaeda incalza tutti, in Occidente come nel Terzo mondo, sembra icona di una ferocia che sconfina nel male allo stato puro. Non potevano in alcun modo costituire una minaccia, quelle piccole suore e quel prete. Non rappresentavano multinazionali straniere, o potenze nemiche, non rappresentavano niente altro che il volto e le mani di Cristo, portato, attraverso il loro volto e le loro mani, nel cuore della miseria. Misericordia e compassione portate non per vaga filantropia, ma – come ricordava sempre Madre Teresa – riconoscendo Cristo in persona, in ciascuno degli “scartati” dal mondo. Di modo che ciò che è accaduto ieri in Yemen è un vertice di male gratuito, dietro a cui si avverte un’ombra oscura innominabile, che tracima e trabocca nelle violenze del terrorismo islamico. Il lupo e l’agnello, la ferocia sull’innocente inerme, una volta ancora. Sapevano certo, quelle suore, quel prete, quali rischi comportava rimanere in un Paese dilaniato da una guerra civile.
Sapevano quanto odio stava come sbucando dal sottosuolo, fra le strade dello Yemen. Non hanno pensato ad andarsene. Non sarebbero state capaci di abbandonare quei loro vecchi, quei fratelli malati, di chiudere l’ospizio lasciandoli dentro una guerra, e senza nessuno. Hanno continuato, probabilmente tra i bombardamenti e cento pericoli, a cercare di condurre la loro casa, dando da mangiare agli ospiti, curandoli, confortandoli. In una mite e tenace resistenza al male; in silenzio, con gesti quotidiani – imboccare, lavare, pregare – mentre fuori deflagrava la ferocia.
Così, quelle suore ne erano certe, avrebbe fatto la beata Madre Teresa, che sarà proclamata santa a settembre. Madre Teresa che diceva: «Il più grande dono che Dio ti può fare è darti la forza di accettare qualsiasi cosa Egli ti mandi, e la volontà di restituirgli qualsiasi cosa Egli ti chieda». Dentro a questo sguardo le quattro sorelle di Aden e il salesiano sono rimaste; e ieri mattina, come agnelli, sono andati incontro alla morte – «con la forza di accettare qualsiasi cosa Egli ti mandi».
Docilmente hanno restituito a Dio la loro vita – «restituirgli qualunque cosa Egli ti chieda». E forse, attorno, in quella città, qualcuno si fermerà un momento a considerare la strana scelta di quegli stranieri venuti lì a morire per curare creature che ‘non valgono’ niente. Perché, in cambio di cosa?
In cambio di niente. Nella assoluta gratuità di Cristo.
E rimarrà, solo in alcuni magari, tra chi ha visto ieri ad Aden il massacro, una domanda. Tanto straniero appare agli uomini l’amore illimitato e gratuito, che chi lo incontra non può non chiedersi come mai, e perché. È la fascinazione di Cristo che rimane, misteriosa e viva, sopra a qualsiasi orgia di morte. Sopra a qualsiasi ferocia che gli uomini, come schiavi, scelgano di servire.
Un incontro che ti cambia la vita
/in IL LUNEDI’ PEDAGOGICO/da don Giuliano PalizziQuasi sempre la Pasqua la si celebra nel mese di aprile e per noi cristiani è il momento culmine dell’anno liturgico perché quel Dio che si è incarnato e si è fatto come noi viene innalzato sulla croce perché tutti abbiano la vita e Continua a leggere
Le dieci persone più ricche di tutti i tempi
/in DbBLOG/da dB BlogOgni anno Forbes elegge l’uomo più ricco del mondo. Ma se i vari “Paperon de’ Paperoni” della Storia potessero gareggiare per lo stesso titolo, chi vincerebbe? Qualche ricco imperatore del passato? Un miliardario di nascita? Un imprenditore della Silicon Valley? Il Times ha elaborato una classifica dei 10 uomini più ricchi di tutti i tempi, realizzata dopo ore di interviste con storici ed economisti. Una top 10 rigorosa – ma aperta al dibattito – basata sul concetto di influenza economica, che tenta di superare le differenze imposte da epoche, valute e standard di benessere tanto lontani. Continua a leggere
Passione Ferrari!
/in DbBLOG/da dB BlogE’ il marchio automobilistico più famoso al mondo, il più amato, l’orgoglio italiano nel campo delle autovetture. Le sue auto sono amate in tutto il mondo e chiunque vorrebbe averne un modello. Di chi si tratta? Della mitica Ferrari! Continua a leggere
Musica… con gusto!
/in DbBLOG/da dB BlogAl Don Bosco, si sa, durante l’anno le attività non mancano e, se si vogliono organizzare eventi in grande, come il Musical che alcuni ragazzi, seguiti dalla professoressa Valentina Zanone, stanno Continua a leggere
Scuola in crescita
/in Dalla scuola/da Emanuela NegriPer quanto riguarda l’ambito tecnologico l’Istituto a partire da settembre si avvale di un registro on-line; ogni aula dell’istituto è dotata di postazione PC con LIM in tutte le classi della scuola media e proiettore interattivo ai Licei; tutta la scuola è dotata di connettività Wireless e diversi computer portatili e fissi sono a disposizione degli studenti per svolgere i compiti e le attività di ricerca durante lo studio pomeridiano. Infine è stato completamente rinnovato il laboratorio informatico con la sostituzione totale delle vecchie macchine con PC di ultima generazione. Al piano terra è stata installata una fotocopiatrice ad uso esclusivo degli studenti di medie e licei ed altre tre ad uso dei docenti. Continua a leggere
La Grande Guerra
/in Dalla scuola/da dB BlogUn tuffo nel passato che commuove ancora il presente a cura dell’associazione “Cime e trincee” [www.cimeetrincee.it]
La Grande Guerra ha sconvolto il mondo intero, per la sua portata di danni e per le nuove armi: baionetta, bombe a gas, TNT, trincee. Continua a leggere
Sette “gradini” da scalare durante la Quaresima
/in SPRITZ/da don Giuliano PalizziDi Gelsomino Del Guercio
Papa Francesco ci ricorda in continuazione di essere misericordiosi. E allora ecco un percorso, formato da sette “tappe”, che durante il tempo di Quaresima può aiutare ognuno di noi ad avvicinarci ad una Misericordia vissuta con gesti concreti.
Fratel Michael Davide Semeraro, monaco benedettino che vive in semi-eremitaggio sulle montagne della Val d’Aosta, nel suo libro “Quaresima. Un’occasione da non perdere” (edizioni San Paolo) racconta i segreti di questi “Sette gradini dell’amore”. Continua a leggere
L’educatore multitasking
/in IL LUNEDI’ PEDAGOGICO/da don Giuliano PalizziSono in treno e dormicchio con un libro in mano. Ad una stazione sale una ragazza in odore di università. Tira fuori le dispense e poi una serie di strumenti quali tre cellulari e qualche evidenziatore. Ovviamente gli auricolari sempre incorporati. A manovre finite inizia la lettura del testo evidenziando qualche parola ogni tanto e contemporaneamente regolando la musica, Continua a leggere