Al Don Bosco la scuola diventa “centro civico”

Il Don Bosco di Borgomanero evolve in Scuola Civica, un centro culturale dove i giovani si mettono al servizio della città. Grazie a spazi rinnovati e progetti di volontariato, la didattica diventa cittadinanza attiva, restituendo valore e competenze al territorio.

Oltre un modello “Istituzionale”

L’eredità educativa di Don Bosco si rinnova a Borgomanero, trasformando la scuola in una “Scuola Civica” aperta al territorio. Superando il modello tradizionale, l’istituto diventa un hub culturale e sociale dove gli studenti non sono solo fruitori, ma protagonisti al servizio della comunità. Attraverso spazi modernizzati e progetti come il “passaporto civico”, i ragazzi collaborano con associazioni e aziende locali in un’ottica di restituzione sociale. Questo ribaltamento di paradigma mette l’energia dei giovani a disposizione della città, creando un legame indissolubile tra apprendimento didattico e impegno civile per lo sviluppo comune.

Nel DNA della storia delle scuole di don Bosco

Fin dalla loro fondazione nell’Ottocento, le scuole di Don Bosco parteciparono alle grandi esposizioni torinesi, in particolare all’Esposizione Generale Italiana di Torino del 1884. Nel XIX secolo Torino era un centro industriale e culturale in crescita. Le esposizioni servivano a mostrare progresso tecnologico, artigianato e innovazione educativa e le scuole di don Bosco si inserivano con l’obiettivo di valorizzare la loro offerta formativa, presentando i loro “prodotti”. Se allora i prodotti erano quelli della formazione professionale (in particolare legati all’editoria), oggi a Borgomanero la Scuola rende pubblici e socializza i propri apprendimenti, in un’operazione di restituzione alla città.

Infatti, negli ultimi anni, in particolare dopo il Covid, qui a Borgomanero il don Bosco ha sempre più cercato di aprirsi all’esterno, per diventare uno dei luoghi di riferimento per la comunità locale. I miglioramenti degli spazi (teatro, aule, la fiera, cortile e prossimamente planetario) hanno sempre avuto la finalità di aumentarne la vivibilità, diventando – come scuola – un civic center in grado di accogliere anche alcune esigenze della cittadinanza e di dare impulso e sviluppo a istanze culturali, formative e sociali nel segno di don Bosco.

Una scuola Civica

Si è così sviluppata un’idea di “scuola civica” come luogo di incontro tra didattica (la giornata di sabato è infatti giorno di scuola) e territorio, che nella realizzazione di esperienze di apprendimento significativo con finalità di interesse sociale. Infatti, ragazze/i parteciperanno a costruiranno un “passaporto civico” prendendo parte alle varie attività proposte dalle organizzazioni ed organizzate insieme a loro. La Fiera del Giusto è anche il ritrovarsi con le tante associazioni ed aziende con cui, durante l’anno si sono svolte attività di volontariato a carattere solidale, o con le quali si sono promossi incontri su temi sociali, oppure percorsi di alternanza scuola / lavoro.

Si capovolge il paradigma: non è una comunità al servizio dei giovani, ma sono i giovani al servizio della comunità, che ha più bisogno di loro rispetto al contrario… Ed in futuro questo bisogno aumenterà ancora… Contemporaneamente però gli studenti – oltre ad essere protagonisti – imparano a lavorare “con” la comunità (e non solo “per”), dalla fase iniziale di pianificazione fino alla valutazione conclusiva.

Ci vediamo In Fiera

Giovanni Campagnoli
Direttore