80 anni di libertà

La nostra scuola ha partecipato alle celebrazioni cittadine del 25 aprile, ricorrenza per gli 80 anni della libertà riconquistata dal nostro Paese.

A Tommaso Mongini, rappresentante d’Istituto, è stato chiesto di tenere l’orazione ufficiale al Parco della Resistenza ed ha ricordato anche i suoi 70 compagni di scuola che contemporaneamente stavano partecipando a Roma al Giubileo: “Buoni Cristiani ed onesti cittadini”, come don Bosco voleva. E per questo il discorso è stato preparato insieme da tutti gli studenti dei quinti anni dei licei, a cui è stato chiesto di rispondere e confrontarsi sulla domanda: Che senso ha, oggi, per noi giovani il 25 aprile?

Già nel 1995 al don Bosco si era svolto il ricordo del 25 aprile (oratore fu Guido Petter) e nel 2005 prese avvio il progetto “I segni e la memoria” (http://occhidellamente.altervista.org/…/Vacanze/Scheda.pdf) e poi la band folk rock dei BeFolk @BeFolk (https://www.facebook.com/p/BeFolk-100063819305675/), dopo gli incontri con i partigiani in classe.

Di seguito il discorso di Tommaso:

Buongiorno a tutti,

oggi siamo qui per celebrare il 25 aprile, una data che non è solo un momento di festa, ma che è soprattutto un’occasione per ricordare chi siamo e da dove veniamo. È il giorno della Liberazione dell’Italia dal nazifascismo, ed è giusto chiederci: perché è ancora così importante, dopo tanti anni? Che senso ha, oggi, per noi giovani?

La risposta, secondo noi, è abbastanza semplice: il 25 aprile è il simbolo della nostra libertà. È il risultato del coraggio di uomini e donne che hanno scelto di opporsi alla dittatura, di non voltarsi dall’altra parte. Partigiani, antifascisti, persone comuni che hanno messo a rischio tutto – anche la vita – per permetterci oggi di vivere in una democrazia.

Spesso diamo per scontate cose che in passato erano proibite: poter esprimere un’opinione, aderire a un partito, leggere un libro, amare chi vogliamo. Tutte queste libertà non esistevano durante il fascismo. Ecco perché il 25 aprile è attuale: ci ricorda che la libertà non è qualcosa di garantito per sempre, ma qualcosa che va difeso ogni giorno.

Il filosofo Immanuel Kant diceva: “Nessuno mi può costringere a essere felice a modo suo, ma ognuno può cercare la propria felicità per la via che a lui sembra buona, purché non danneggi la libertà degli altri.” In questa frase c’è tutto: la libertà non è egoismo, ma rispetto. Libertà è anche amore, perché ci permette di scegliere chi essere, cosa fare, in che cosa credere.

E c’è un’altra cosa fondamentale da ricordare: grazie alla Resistenza, grazie a quella scelta coraggiosa di dire no alla dittatura, è nata la Costituzione. Quel compendio di diritti e doveri che è la base della nostra Repubblica democratica. È la nostra “Magna Carta”, come viene chiamata, e rappresenta il risultato concreto della lotta per la libertà. Ogni articolo, ogni principio della Costituzione è figlio di quella resistenza. Senza il 25 aprile, oggi non potremmo nemmeno parlare di diritti, di dignità, di uguaglianza.

Ma non basta ricordare. Come scriveva Giaime Pintor nel 1943, “Non c’è possibilità di salvezza nella neutralità e nell’isolamento.” In quelle parole c’è una grande verità: non possiamo essere spettatori. La libertà richiede partecipazione, coscienza, impegno. E anche oggi, seppur in un mondo diverso, siamo di fronte a nuove sfide: guerre, disuguaglianze, intolleranze. Il 25 aprile ci chiede di non restare neutrali.

Ricordando che Don Bosco voleva i suoi giovani buoni cristiani e onesti cittadini, siamo portati a partecipare con responsabilità  alla memoria viva della giornata della Liberazione. 

Il Presidente Mattarella ha detto che “le società di oggi sembrano, a volte, aver attenuato gli anticorpi contro l’egoismo, l’indifferenza e la violenza.” Ed è vero: rischiamo di dimenticare quanto è costata la libertà. Per questo il 25 aprile non è solo memoria, ma educazione. È un richiamo a essere cittadini consapevoli.

In conclusione, il 25 aprile è ancora oggi una bussola. Ci indica la direzione da seguire quando tutto sembra confuso. Ci ricorda che la libertà nasce dal coraggio, dalla solidarietà, dalla responsabilità. Che senza il passato non possiamo capire il presente. E che la Costituzione, la nostra libertà di pensiero, il nostro diritto a scegliere chi essere, esistono perché qualcuno, prima di noi, ha avuto il coraggio di lottare.

E oggi, anche noi, nel nostro piccolo, abbiamo il compito di continuare quella lotta. Non con le armi, ma con le idee, con la partecipazione, con la memoria viva.

Grazie.