23 febbraio 2020: iniziava la “zona rossa” Covid
Al don Bosco si era stati costretti ad annullare il viaggio alle istituzioni europee di Bruxelles e Strasburgo, con docenti, ragazzi e ragazze già alla Malpensa pronti ad imbarcarsi…

Nei giorni successivi si arrivo alla chiusura delle Scuola e alla nascita di nuove relazioni a distanza… Noi fummo i primi ad organizzare in modo molto efficace la didattica on line, grazie al lavoro svolto in precedenza sulla digitalizzazione e sull’uso delle APP.
Cari genitori, ragazze/i, docenti, educatori, amici e amiche di don Bosco, ogni tanto è importante ricordare fatti che entrano nella memoria collettiva e di una comunità in particolare. Esattamente cinque anni fa, undici Comuni venivano dichiarati “zona rossa per il coronavirus” (a partire da Codogno) e, con oltre cento casi registrati, l’Italia risultava il Paese europeo più colpito dal nuovo coronavirus. Venne disposta la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado, anche in provincia di Novara si entrò in quelle situazioni. Le immagini qui sotto ci danno un ricordo di quanto cambiò la vita della scuola a partire da quella data e per qualche anno: spazi vuoti, didattica a distanza, mascherine, negozi chiusi, lascia passare per il lavoro… Nell’anno scolastico successivo, il cruscotto per le aule, i protocolli, le “rime buccali” ed il metro di distanziamento sociale, i vaccini, aperture e chiusure, un rapporto strettissimo con l’ASL, il CTS, le modalità di presenza alternata, rilevazione della temperatura all’ingresso, igienizzazione e areazione delle aule … norme non chiare, molta incertezza in un insieme di regole che avevano dimenticano di mettere al centro i ragazzi, come invece don Bosco aveva insegnato. Tanto che – per ricordarlo – la nostra scuola fu chiamata in tv da Magalli a “I fatti vostri” e da Serena Bortone a “Pomeriggio di Rai 1”. Purtroppo non “andò tutto bene” come molti slogan di allora si auguravano: vediamo oggi che tante fragilità dei giovani, ebbero purtroppo origine proprio in quel periodo (v. articolo di don Giuliano).





Ricordare significa “riportare al cuore“: riprendiamo quello spirito di “idem sentire” che vide docenti, genitori, ragazze e ragazzi trovare idee nuove in quella situazione inedita, ognuna/o si dimostrò propositivo ed intraprendente, tanto che nacquero proprio in quel periodo nuove progettualità… Un tutto che ci fece sentire parte attiva di una comunità scolastica, consapevoli del valore delle relazioni umane. Ricordiamoci proprio di questo: la privazione di un bene, ci ha permesso di ri-scoprirne il valore. In questa seconda parte dell’anno riprenderemo questa idea di comunità e tradurremo in azioni di condivisione e di alleanza per risolvere problemi. Ecco che allora va sottolineata l’importanza di incontrare le persone ed affrontare i problemi e non il contrario… “L’uomo è un animale sociale”, ce lo insegna Aristotele e ce lo insegnano ragazze/i a scuola ogni giorno. L’uomo si realizza attraverso le relazioni con l’altro e questo aspetto sta alla base di ogni tipo di un’azione pedagogica orientata in primo luogo alla persona. C’è una frase molto significativa di Don Bosco sul legame tra relazione ed educazione:“Senza affetto, niente confidenza. Senza confidenza, niente educazione”. Don Bosco sottolineava che l’educazione si basa sulla relazione. Per lui, non bastava insegnare regole o impartire ordini: per aiutare un giovane a crescere era fondamentale creare un rapporto di fiducia. Questa frase ci ricorda che:
✔ Le relazioni umane sono il cuore di ogni percorso educativo e formativo.
✔ Non si può educare senza affetto sincero, senza vicinanza e senza dimostrare interesse per la persona.
✔ Ogni relazione autentica si basa sulla fiducia reciproca, che va costruita giorno dopo giorno.
E oggi?
Oggi, nell’era della comunicazione digitale, la qualità delle relazioni umane è più importante che mai. Don Bosco ci insegna che non basta stare vicini fisicamente, bisogna essere vicini con il cuore, con l’ascolto e con la presenza autentica. Questo vale in famiglia, a scuola, sul lavoro e nelle amicizie.
📢 Tu cosa ne pensi? Come possiamo costruire relazioni più autentiche e profonde nel mondo di oggi?




