Festival della Dignità Umana al don Bosco: gli studenti a confronto con l’autore
Le parole che curano nell’era digitale: il triennio dei licei incontra Don Mauro Grosso
Stamattina il triennio dei nostri licei ha partecipato, presso il Teatro del Collegio Don Bosco di Borgomanero, a uno degli appuntamenti del Festival Giovani della Dignità Umana. Ospite dell’incontro è stato Don Mauro Grosso, sacerdote della diocesi di Torino attivo nel campo dell’educazione e dello sviluppo del digitale. A condurre la mattinata sono stati i ragazzi della classe 4ª del Liceo Classico, che hanno introdotto l’ospite e guidato il dialogo.
Il tema proposto, “Parola, cura, digitale: una storia malata?”, ha invitato gli studenti a riflettere su quanto il nostro modo di comunicare stia cambiando nell’epoca dei social e della connessione continua. Don Mauro ha aperto il suo intervento mostrando un breve video di Alessandro Bergonzoni, ricco di provocazioni sul linguaggio contemporaneo. Da qui è partita una riflessione sul valore della parola: una realtà che può ferire, ma anche curare, quando esprime ascolto, profondità e relazione autentica.
L’ospite ha sottolineato come oggi si dedichi molta attenzione all’immagine e al corpo, mentre si trascura il proprio “spirito”, cioè la capacità di pensare, riflettere e dare senso all’esperienza. La logica dei contenuti velocissimi – video di pochi secondi, frasi spezzate, comunicazione impulsiva – spesso non ci aiuta a costruire pensieri articolati, né a coltivare relazioni vere.
Un secondo tema ha toccato un problema molto attuale: la tendenza a delegare ad altri il compito di pensare. Algoritmi, assistenti digitali, intelligenze artificiali sembrano sapere già cosa vogliamo, cosa ci piace, cosa dovremmo fare. Ma «non è vero che pensano al posto nostro», ha ricordato Don Mauro: restare umani significa continuare a farsi domande, a mettersi in gioco, a essere protagonisti del proprio desiderio e del mondo che vogliamo costruire.
Infine, l’incontro ha lanciato una sfida: essere connessi non basta per essere in relazione. I dispositivi digitali ci offrono grandi possibilità, ma è la qualità delle parole e dei legami che scegliamo a fare la differenza. Coltivare i desideri, prendersi il tempo per ascoltare, riappropriarsi del pensiero critico sono passi necessari per un uso consapevole e umano della tecnologia.
L’incontro si è concluso con alcune domande dei ragazzi della 4ª Classico, che hanno dimostrato attenzione, maturità e capacità di guidare un dialogo profondo. Un momento importante, che ha ricordato a tutti come la parola – anche nell’era digitale – possa essere ancora uno spazio di cura, responsabilità e libertà.
























