Il “Ritiro natalizio” dei docenti
Ieri (7 dicembre) nella fabbrica della coop soc. Il Ponte, si è svolto il ritiro della comunità scolastica del don Bosco, insieme ai Salesiani. Testimoni di un cammino di impegno e fede sono stati Mariella Enoc (già presidente dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma) e Mauro Fanchini (presidente de Il Ponte di Invorio e “padrone di casa”). A dare la “Buona Notte” (il saluto finale) è stato don Fabiano Gheller, direttore della casa salesiana di Novara.
Abbiamo scelto di organizzare il ritiro in un luogo dove ci si potesse confrontare con un progetto in cui la Carità si fa Opera e di ascoltare testimonianze in cui la Fede diventa impegno e motivazione per il proprio lavoro. Un luogo dove le fragilità diventano risorse. È stato un confronto vivo tra chi ha responsabilità educative, pastorali, formative che possono incidere nella vita di altre persone, dentro un percorso anche spirituale che unisce il binomio “fede e cultura” da proporre costantemente ai ragazzi. Una riflessione sul tempo di Avvento che deve essere quello in cui ciascuno è invitato a dire dei “si”, con coraggio, ricordando nel Vangelo la frase “Non temere, Maria, non temere, non aver paura”. Tempi che sembrano essere sempre difficili, ma che sono comunque i più belli perché sono gli unici che ognuno può vivere, non ne avremo altri. Don Bosco su questo ricordava di rileggere la storia facendosi questa domanda: “I tempi nostri sono difficili? Furono sempre così, ma Dio non mancò mai del suo aiuto” [XIII,858].
Durante la serata, è stato ricordato psichiatra dal “volto umano” Eugenio Borgna, mancato mercoledì, zio della docente Serena, con questo messaggio letto da Valentina Zanone: “Nella fragilità si nascondono valori di sensibilità e di delicatezza, di gentilezza estenuata e di dignità, di intuizione dell’indicibile e dell’invisibile che sono nella vita, e che consentono di immedesimarci con più facilità e con più passione negli stati d’animo e nelle emozioni, nei modi di essere esistenziali, degli altri da noi”.
È stato un ritiro di Natale intenso, forte e di unione per tutta la comunità scolastica e salesiana presente, di condivisione rispetto al tema del “fallimento”, con una tradizione di un “tempo forte” per la Fede, importante perché richiama l’attesa. Invece oggi rischia di prevalere l’immediato: tutti diciamo che “ci manca il tempo“, perché il ritmo della vita quotidiana è diventato per tutti frenetico. Così abbiamo sempre poco tempo; specialmente per l’altro, per la famiglia, per “fare comunità”, per i poveri, per fermarsi, per la meditazione e la Preghiera: non sappiamo o, talvolta, non vogliamo trovarlo. In tutto ciò – diceva don Tonino Bello – è importante sapere invece che “Dio ha tempo per noi!”. E se nell’Avvento si riprendono i “SI” detti da Maria, sempre Don Tonino Bello ricordava che “Il senso ultimo e profondo dell’Avvento sta proprio qui, Dio ti dà quello che non hai: il coraggio di sognare”.






