Un traguardo, mille ricordi: il racconto dei Ritiri delle Quinte tra Orta e Pella
Unire i puntini di cinque anni di scuola, amicizie, fatiche e risate, proprio a un passo dal grande salto della Maturità. Con questo spirito i ragazzi delle quinte hanno vissuto i loro ritiri: due giornate speciali immerse nella bellezza e nel silenzio del Lago d’Orta, dedicate a guardarsi indietro con gratitudine e avanti con coraggio.
I due momenti centrali di questo percorso si sono svolti a fine maggio:
- Giovedì 28 maggio: il ritiro della 5 LES nella splendida cornice di Orta.
- Venerdì 29 maggio: il ritiro della 5 Classico sulla sponda di Pella.
Il filo conduttore di entrambe le giornate è stato il ricordo. Non un semplice esercizio di nostalgia, ma un modo per rileggere un percorso durato cinque anni. Attraverso dinamiche di gruppo e momenti di riflessione, i ragazzi hanno ripercorso la loro storia scolastica e personale:
- I luoghi: le aule, i corridoi e le mete dei viaggi d’istruzione che, anno dopo anno, sono diventati “casa”.
- Gli incontri: i compagni di banco, i professori e tutte le persone che hanno lasciato un segno indelebile nel percorso.
- Le esperienze: i momenti di crisi superati stringendo i denti e i successi festeggiati insieme come una vera squadra.
- Le canzoni: la colonna sonora che ha accompagnato le mattinate di studio, l’ansia delle verifiche e le serate di libertà.
Il cuore pulsante del ritiro è stato un momento di forte impatto emotivo e spirituale: l’incontro e il confronto con una suora dell’Isola di San Giulio.
In un mondo che spinge sempre più verso la performance, il rumore e l’apparire, i ragazzi si sono trovati faccia a faccia con una testimonianza radicale. Quella della vita monastica è apparsa ai loro occhi come una scelta estrema, eppure capace di sprigionare una pienezza e una gioia profonda.
“Una scelta radicale non è una rinuncia, ma il coraggio di scommettere tutto su ciò che riempie davvero il cuore. C’è una felicità silenziosa che nasce dal darsi interamente.”
Questo momento ha offerto agli studenti uno specchio importante. A pochi passi dal dover decidere il proprio futuro, interrogarsi su cosa significhi davvero “essere felici” e su quanto valga la pena rischiare per i propri desideri più autentici è stato il regalo più grande di queste giornate.
Dopo il nutrimento per l’anima, c’è stato spazio per la convivialità. Entrambe le giornate si sono concluse con un pranzo insieme, il modo più bello e naturale per fare comunità. Attorno alla tavola si sono sciolte le tensioni della vigilia dell’esame, sono tornati i sorrisi e ci si è stretti in un abbraccio ideale prima del grande salto verso il futuro.



