L’educazione patetica

Tra disorientamento, crisi ed errori educativi del nostro tempo.

di Maria Luisa Iavarone (Autore)

L’educazione patetica rappresenta chiaramente un’iperbole, una scelta retorica per accostare il termine “educazione”, che ha una funzione denotativa precisa, all’aggettivazione “patetica”, che ha tipicamente una funzione connotativa, di senso strettamente negativo.

Don Bosco Borgomanero

L’educazione, nel suo significato etimologico più autentico, dovrebbe essere fortemente patetica, ovvero suscitare pathos, alimentando passioni, interessi, aiutando a coltivare sentimenti e valori; dall’altro, nella sua accezione più comune, l’educazione spesso si rende patetica quando risulta poco adatta a gestire la complessità del tempo presente, manifestandosi inidonea, imbarazzante e grottesca.

Questo libro propone spunti di riflessione e suggerimenti per genitori ed educatori allo scopo di trovare il giusto mezzo tra approcci educativi che, spesso, irrazionalmente oscillano tra attenzione ansiosa e delega eccessiva, tra infantilizzazione protratta e adultizzazione precoce, tra concessioni smisurate e restrizioni inappropriate.Se è ver

o che “per far crescere un bambino occorre un intero villaggio”, ora è sicuramente arrivato il tempo di “educare il villaggio”.

Maria Luisa Iavarone è ordinario di Pedagogia Sperimentale presso l’Università degli Studi di Napoli Parthenope dove presiede il Corso di Laurea LM-50/93 in “Coordinamento dei servizi educativi e Tecnologie per l’Inclusione”. Tra le ultime pubblicazioni per FrancoAngeli si registrano, Pedagogia del benessere (con T. Iavarone, 2004, 2007); Abitare la corporeità (2011; 2013); Educare nei mutamenti (2022); Ragazzi che sparano (2023) Neotenia e plasticità umana (2025). È presidente del CIRPed, Centro Italiano di Ricerca Pedagogica.