Via Crucis pellegrini di speranza
“Il Signore Gesù è la mia speranza nella prova”
con riflessioni tratte da interventi di papa Francesco

CANTO D’INIZIO
Guida: Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo
Tutti: AMEN
G: Viviamo la Via Crucis in questo Anno santo rinnovando la nostra speranza in Gesù crocifisso e risorto: Egli cammina sempre con noi verso la pienezza della vita e ci aiuta a portare con pazienza la nostra croce quotidiana. Sperare per il cristiano significa vivere la certezza di essere in cammino con Gesù verso il Padre che ci attende.
Preghiamo insieme in questa celebrazione, lasciandoci accompagnare dalle parole che papa Francesco ha scritto per questo Giubileo.
Preghiamo
Padre che sei nei cieli, la fede che ci hai donato nel tuo Figlio Gesù Cristo
e la fiamma di carità effusa nei nostri cuori dallo Spirito Santo,
ridestino in noi la beata speranza per l’avvento del tuo Regno.
La tua grazia ci trasformi in coltivatori operosi dei semi evangelici
che lievitino l’umanità e il cosmo, nell’attesa fiduciosa dei cieli nuovi e della
terra nuova, quando vinte le potenze del male, si manifesterà per sempre la
tua Gloria. La grazia del Giubileo ravvivi in noi, pellegrini di speranza,
l’anelito verso i beni celesti e riversi sul mondo intero la gioia e la pace del
nostro Redentore. A te Dio benedetto in eterno sia lode e gloria nei secoli.
AMEN
I stazione
Gesù è condannato a morte
G: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo
T: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
“Ecco la stupenda realtà della speranza: confidando nel Signore Gesù si diventa come
lui, la sua benedizione ci trasforma in figli di Dio che condividono la sua vita. La
speranza in Dio ci fa entrare, per così dire, nel raggio d’azione del suo ricordo, della
sua memoria che ci benedice e ci salva”.
Mio Dio, spero dalla tua bontà,
per le tue promesse e per i meriti di Gesù Cristo nostro Salvatore,
la vita eterna e le grazie necessarie per meritarla
con le buone opere che io debbo e voglio fare.
Signore, che io possa goderti in eterno. Amen
II stazione
Gesù è caricato della croce
G: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo
T: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
“Dopo la morte di Cristo ci sono state, quasi ogni secolo, persecuzioni contro i cristiani
e ci sono sempre stati eroi e martiri che hanno sacrificato per Cristo e la fede la loro
vita, spesso dopo un orribile martirio. Se vogliamo raggiungere il nostro traguardo,
dobbiamo diventare anche noi eroi della fede, poiché se temiamo più gli uomini che
Dio non avremo fortuna”.
Preghiamo alcuni versetti dal Salmo 71:
In te, Signore, mi sono rifugiato, mai sarò deluso.
Per la tua giustizia, liberami e difendimi, tendi a me il tuo orecchio e salvami.
Mio Dio, liberami dalle mani del malvagio, dal pugno dell’uomo violento e
perverso. Sei tu, mio Signore, la mia speranza, la mia fiducia, Signore, fin
dalla mia giovinezza. Su di te mi appoggiai fin dal grembo materno,
dal seno di mia madre sei tu il mio sostegno: a te la mia lode senza fine
III stazione
Gesù cade la prima volta
G: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo
T: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
“Noi chiediamo al Signore vita, salute, affetti, felicità ed è giusto farlo, ma nella
consapevolezza che Dio sa trarre vita anche dalla morte, che si può sperimentare la
pace anche nella malattia, e che ci può essere serenità anche nella solitudine e
beatitudine anche nel pianto. Non siamo noi che possiamo insegnare a Dio quello che
deve fare, ciò di cui noi abbiamo bisogno. Lui lo sa meglio di noi e dobbiamo fidarci
anche nelle cadute, perché le sue vie e i suoi pensieri sono diversi dai nostri”.
Preghiamo alcuni versetti dal Salmo 130:
Dal profondo a te grido, o Signore; Signore, ascolta la mia voce.
Siano i tuoi orecchi attenti alla voce della mia supplica.
Se consideri le colpe, Signore, Signore, chi ti può resistere?
Ma con te è il perdono: così avremo il tuo timore. Io spero, Signore.
Spera l’anima mia, attendo la sua parola.
IV stazione
Gesù incontra sua madre
G: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo
T: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
“La speranza cristiana è solida, ecco perché non delude. Mai, delude. La speranza non delude! Non è fondata su quello che noi possiamo fare o essere, e nemmeno su ciò in cui noi possiamo credere. Il suo fondamento, cioè il fondamento della speranza cristiana, è ciò che di più fedele e sicuro possa esserci, vale a dire l’amore che Dio stesso nutre per ciascuno di noi”.
Preghiamo insieme Maria, donna di Speranza:
Madre Santissima, tu puoi comprendere il dolore dell’umanità,
anche lei – come te – donna e madre. Ha partorito figli diversi e ogni giorno li vede scontrarsi tra loro.
Donale conforto, Madre di Dio, con lo stesso amore con cui Tu hai saputo
sempre accogliere tutto. Insegnale a trarre forza dal buono che c’è in ogni
suo figlio e a confidare con speranza in una generazione nuova, capace diamare e di progettare relazioni fraterne.
Intanto, sussurrale con tenerezza che la sua sofferenza di oggi sarà la salvezza del domani.
Amen
V stazione
Gesù è aiutato dal Cireneo
G: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo
T: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
“Non mettiamo mai condizioni a Dio e lasciamo invece che la speranza vinca i nostri timori. Fidarsi di Dio vuol dire entrare nei suoi disegni senza nulla pretendere, anche accettando che la sua salvezza e il suo aiuto giungano a noi in modo diverso dalle nostre aspettative”.
Preghiamo questa preghiera del monaco Henri J. Nouwen:
O Dio sono colmo di aspirazioni, ricolmo di desideri, ricolmo di attese.
Alcune potranno realizzarsi, molte no, ma in mezzo ad ogni mia soddisfazione
o delusione, io spero in Te. So che non mi lascerai mai solo e adempirai le tue divine promesse.
Anche quando sembra che le cose non vadano a modo mio, io so che vanno a
modo tuo e che alla fine il tuo modo è il modo migliore per me. O Signore,
fortifica la mia speranza.
Amen
VI stazione
La Veronica asciuga il volto di Gesù
G: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo
T: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
“L’espressione ‘Dio della speranza’ non vuol dire soltanto che Dio è l’oggetto della nostra speranza, cioè Colui che speriamo di raggiungere un giorno nella vita eterna;
vuol dire anche che Dio è Colui che già ora ci fa sperare, anzi ci rende lieti nella speranza: lieti ora di sperare, e non solo ‘sperare di essere lieti’.
È la gioia di sperare e non sperare-di-avere-gioia, già oggi. Punto”.
Preghiamo con alcuni versetti del Salmo 25:
A te, Signore, innalzo l’anima mia, mio Dio, in te confido: che io non resti
deluso! Chiunque in te spera, non resti deluso; sia deluso chi tradisce senza
motivo. Io spero in te tutto il giorno. Ricordati, Signore, della tua
misericordia e del tuo amore, che è da sempre.
VII stazione
Gesù cade la seconda volta
G: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo
T: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
“La speranza che ci è stata donata non ci separa dagli altri, né tanto meno ci porta a screditarli o emarginarli. Si tratta invece di un dono straordinario del quale siamo chiamati a farci ‘canali’, con umiltà e semplicità, per tutti. E allora il nostro vanto più grande sarà quello di avere come Padre un Dio che non fa preferenze, che non esclude nessuno, ma che apre la sua casa a tutti gli esseri umani, a cominciare dagli ultimi e dai lontani, perché come suoi figli impariamo a consolarci e a sostenerci gli uni gli altri”.
Chiediamo insieme a Dio il fondamento della nostra speranza, con queste parole tratte dalla liturgia:
Custodisci sempre con paterna bontà la tua famiglia, o Signore,
e poiché unico fondamento della nostra speranza è la grazia che viene da te,
aiutaci sempre con la tua protezione. Per Cristo nostro Signore. Amen
VIII stazione
Gesù incontra le pie donne
G: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo
T: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
“Il cristiano non vive fuori dal mondo, sa riconoscere nella propria vita e in ciò che lo circonda i segni del male e del peccato. Il cristiano è solidale con chi soffre, con chi piange, con chi è emarginato, con chi è disperato… però nello stesso tempo il cristiano ha imparato a leggere tutto questo con gli occhi della Pasqua, con gli occhi di Cristo risorto e allora sa che stiamo vivendo il tempo dell’attesa, il tempo di un anelito che va oltre il presente, il tempo del compimento. Nella speranza sappiamo che il Signore vuole risanare definitivamente con la sua misericordia i cuori feriti e umiliati e tutto ciò che l’uomo ha deturpato nella sua empietà”.
Signore, tu puoi capirmi se in questa stazione voglio pregare per tutte le donne del mondo. Hanno avuto compassione di te, ti hanno seguito ovunque col cuore, ti hanno accompagnato fin sotto la Croce.
Ecco, oggi mi rivolgo a te per chiederti di proteggerle.
Benedici ciascuna di loro, perché fonte di Vita.
Conserva per tutte la loro capacità di amare e di perdonare.
Custodiscile, soprattutto quando il mondo prova a far loro del male,
ad uccidere la loro bellezza, a offuscare il loro sorriso.
Proteggile, Signore, da ogni tipo di violenza,
perché abbiamo bisogno di loro per sentire meglio il Tuo profumo.
Amen
IX stazione
Gesù cade la terza volta
G: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo
T: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
“Non sarebbe una presa in giro chiedere a Dio la pace quando non la vogliamo affatto, perché altrimenti dovremmo deporre finalmente le armi? O forse pensiamo che le nostre colpe siano ancora poche? Dovremmo pregare il Signore Dio di darci la saggezza per riconoscere almeno le ingiustizie che commettiamo, perché non teniamo conto che altri uomini e popoli di questo mondo hanno il diritto di vivere.
Quasi tutti noi vogliamo godere del bottino ed attribuire ad una persona sola la responsabilità di tutto quello che succede!”.
Ascoltiamo in meditazione questa preghiera:
Signore, pensare che sei caduto tre volte mi tormenta. Il peso della Tua
Croce mi interpella, la fatica della via mi mette in discussione.
Dov’ero io, Uomo, mentre Tu salivi al Calvario? Tra i tuoi carnefici o tra gli
spettatori inermi? Fa’, o Signore, che io mi comporti diversamente
davanti agli altri condannati che mi passano davanti.
Concedimi di capire che il mio prossimo cadrà di meno o affatto, se ci sarò io
a sostenerlo. E se non l’ho fatto altre volte, bloccato da pregiudizi e paure,
perdonami. Amen
X stazione
Gesù è spogliato delle vesti
G: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo
T: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
“Passeranno i cieli, passerà la terra, verranno cancellate le speranze umane, ma la Parola di Dio è più grande di tutto e non passerà. E lui sarà il Dio con noi, il Dio Gesù che cammina con noi. Non ci sarà giorno della nostra vita in cui cesseremo di essere una preoccupazione per il cuore di Dio… Lui si preoccupa di noi e cammina con noi. E perché fa’ questo? Semplicemente perché ci ama… e Dio sicuramente provvederà a tutti i nostri bisogni, non ci abbandonerà nel tempo della prova e del buio. Questa certezza chiede di annidarsi nel nostro animo per non spegnersi mai”.
Preghiamo insieme con alcuni versetti del Salmo 42:
Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio.
L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di
Dio? Le lacrime sono il mio pane giorno e notte, mentre mi dicono sempre:
“Dov’è il tuo Dio?”. Perché ti rattristi, anima mia, perché ti agiti in me?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, Lui, salvezza del mio volto e mio Dio.
Come la cerva anela ai corsi d’acqua, così l’anima mia anela a te, o Dio.
L’anima mia ha sete di Dio, del Dio vivente: quando verrò e vedrò il volto di
Dio? Le lacrime sono il mio pane giorno e notte, mentre mi dicono sempre:
“Dov’è il tuo Dio?”. Perché ti rattristi, anima mia, perché ti agiti in me?
Spera in Dio: ancora potrò lodarlo, Lui, salvezza del mio volto e mio Dio.
XI stazione
Gesù è crocifisso
G: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo
T: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
“Non pensare mai che la lotta che conduci quaggiù sia del tutto inutile. Alla fine dell’esistenza non ci aspetta il naufragio: in noi palpita un seme di Assoluto. Dio non delude: se ha posto una speranza nei nostri cuori, non la vuole stroncare con continue frustrazioni. Tutto nasce per fiorire in una eterna primavera. Anche Dio ci ha fatti per fiorire”.
Sono con Te, Gesù, in quest’ora difficile, in cui la sofferenza come un chiodo trapana il cuore. Sono con Te in questo luogo inconsueto, dove la morte come una Croce si rivela pesante. Sono con Te, sotto un cielo oscuro, oltre il quale l’impercettibile luce come una corona anticipa la Gloria.
Sono con Te quando l’angoscia come il sudore mi fa sentire il freddo del mondo. Sono con Te, tra dolore e speranza, perché proprio io come un discepolo credo alla Vita dopo la morte.
Amen
XII stazione
Gesù muore sulla croce
G: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo
T: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
“Gesù ci rivela che Dio non può stare senza di noi… E questa certezza è la sorgente della nostra speranza che troviamo custodita in tutte le invocazioni del ‘Padre nostro’.
Quando abbiamo bisogno di aiuto, Gesù non ci dice di rassegnarci e chiuderci in noi stessi, ma di rivolgerci al Padre e chiedere a lui con fiducia. Tutte le nostre necessità, da quelle più evidenti e quotidiane, come il cibo, la salute, il lavoro, fino a quella di essere perdonati e sostenuti nelle tentazioni, non sono lo specchio della nostra solitudine: c’è invece un Padre che sempre ci guarda con amore e che sicuramente non ci abbandona, neppure nell’ora della morte”.
Preghiamo l’inizio del Salmo 86, certi che Dio nostro Padre sempre ci custodisce:
Signore, tendi l’orecchio, rispondimi, perché io sono povero e misero.
Custodiscimi perché sono fedele; tu, Dio mio, salva il tuo servo, che in te confida. Pietà di me, Signore, a te grido tutto il giorno. Tu sei buono, Signore, e perdoni, sei pieno di misericordia con chi t’invoca
XIII stazione
Gesù è deposto dalla croce
G: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo
T: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
“Lo Spirito Santo non ci rende solo capaci di sperare, ma anche di essere seminatori di speranza, di essere anche noi – come Lui e grazie a Lui – dei ‘paracliti’, cioè consolatori e difensori dei fratelli, seminatori di speranza. Un cristiano può seminare amarezze,
può seminare perplessità, ma questo non è cristiano, e chi fa questo non è un buon cristiano.
Semina speranza: semina olio di speranza, semina profumo di speranza e non aceto di amarezza e di dis-speranza”.
Ascoltiamo don Primo Mazzolari e questo suo invito ad essere “fermento di speranza”:
So di portare dentro la presenza, il fermento di una speranza che va al di là
della brevità della nostra giornata. Sento che la vita ha un ordine di sacrificio
a cui non ci si può rifiutare, senza sentirsi colpevoli: la vita è un dovere, la
vita è un costo, la vita è un impegno, la vita bisogna guadagnarsela.
Mettiamo un attimo di silenzio e di raccoglimento sulla nostra giornata, un
pochino di coraggio per poter mantenere fedeltà al nostro impegno
quotidiano e alimentare quella lampada della speranza senza la quale non è possibile vivere.
XIV stazione
Gesù è deposto nel sepolcro
G: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo
T: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
“Nessuna notte è così lunga da far dimenticare la gioia dell’aurora. E quanto più oscura è la notte, tanto più vicina è l’aurora. Se rimaniamo uniti a Gesù, il freddo dei momenti difficili non ci paralizza; e se anche il mondo intero predicasse contro la speranza, se dicesse che il futuro porterà solo nubi oscure, il cristiano sa che in quello stesso futuro c’è il ritorno di Cristo”.
Signore, sepolcri vuoti sono le nostre anime, ma non come il tuo.
I nostri sono vite senz’anima, e senza speranza;
e la terra una roccia che spesso accoglie la morte.
Trasformaci in sepolcri aperti,
che schiudono gli occhi alla luce della Vita che va oltre.
Da pietre mute trasformaci in annuncio di speranza,
e il Tuo Amore non resterà al buio.
Amen
XV stazione
Gesù risorge da morte
G: Ti adoriamo o Cristo, e ti benediciamo
T: Perché con la tua Santa Croce hai redento il mondo
“Il paradiso è l’abbraccio con Dio, Amore infinito, e ci entriamo grazie a Gesù che è morto in croce per noi. Dove c’è Gesù, c’è la misericordia e la felicità… senza Gesù c’è il freddo e la tenebra della “seconda morte”. Gesù ci vuole portare nel posto più bello che esiste… ci vuole portare là con quel poco o tanto di bene che c’è stato nella nostra vita, perché nulla vada perduto di ciò che lui aveva già redento. E nella casa del Padre porterà anche tutto ciò che in noi ha ancora bisogno di riscatto: le mancanze e gli sbagli di un’intera vita. È questa la mèta della nostra esistenza: che tutto si compia, e venga trasformato in amore. Se crediamo questo, la morte smette di farci paura e possiamo anche sperare di partire da questo mondo in maniera serena, con tanta fiducia. Chi ha conosciuto Gesù, non teme più nulla”.
Con alcuni versetti del Salmo 119 esprimiamo la certezza che la promessa del Signore ci fa vivere:
Ricordati della parola detta al tuo servo, con la quale mi hai dato speranza.
Questo mi consola nella mia miseria: la tua promessa mi fa vivere.
Sia integro il mio cuore nei tuoi decreti, perché non debba vergognarmi.
Mi consumo nell’attesa della tua salvezza, spero nella tua parola.
Preghiera conclusiva:
ignore, dopo tanto patire eccoci a gioire della Tua Resurrezione.
Siamo arrivati fin qua tra dubbi e fatiche, slanci e ripensamenti, amarezze e desideri. Tu ci hai condotti su questa via della Croce
e adesso ci rendi partecipi di un tesoro prezioso,
ci metti davanti a panorami infiniti che accendono in noi la speranza.
Fa’, o Signore, che la nostra missione sia quella di condurre anche altri
a vedere ciò che il dolore fa vedere con difficoltà;
donaci di essere annunciatori della Vita eterna, seminatori di speranza.
Amen
E per continuare a meditare, nel tempo di Quaresima…
Cosa dirti ancora, Signore, dopo aver contemplato la tua passione?
Cosa dirti ancora, Signore,
dopo aver contemplato la tua passione?
Abbiamo ascoltato la tua Parola, che ha nutrito la nostra preghiera.
Ci siamo lasciati guidare da chi, forte solo della tua presenza,
ha fatto della sua vita un dono fino al martirio.
Dinanzi al tuo dolore il nostro silenzio ha accolto il grido
e il pianto dell’umanità intera.
La tua vita, Gesù, è il dono più grande che il Padre poteva fare all’umanità.
Nel buio del sepolcro è entrata la Luce vera che illumina ogni uomo
e le tenebre sono state sconfitte per sempre.
Noi ti benediciamo, o Cristo! Tu sei il Risorto e vinci in noi la morte
che ci tiene lontano da Dio e dai fratelli.
Tu sei il Vivente e doni a noi la pienezza della vita, nella gioia e nella libertà.
Tu sei Colui che viene e ci porti la novità dello Spirito,
perché possiamo anche noi testimoniare a tutti
che l’amore è più forte di ogni altra cosa.
Tu sei la nostra speranza, Tu che vivi e regni con il Padre
e con lo Spirito Santo per tutti i secoli dei secoli.
Amen






