16 agosto: la nascita di don Bosco ricordata nella nuova Lettera dell’Ispettore don Giorgio Degiorgi
Un sogno che continua
Lettera dell’Ispettore
il 16 agosto del 1815 nasceva Giovanni Bosco. Nella normalità di una casa contadina e sotto lo sguardo di Mamma Margherita, prendeva avvio una storia destinata a segnare la vita di generazioni di giovani in ogni angolo del mondo. La vita di Don Bosco, germogliata in un contesto umile e segnato dalle fatiche del lavoro della terra, dimostra che i progetti più grandi della Provvidenza nascono spesso nella semplicità e nella fiducia
incondizionata in Dio.
Dalle intuizioni dell’infanzia fino alla fondazione di Valdocco, la vita di don Bosco è stata
un costante atto d’amore verso i ragazzi più fragili, poveri e abbandonati. Il suo Sistema Preventivo non è soltanto un’eredità pedagogica, è una vera e propria via di santità che continua a parlare con straordinaria forza al mondo d’oggi.
1. NOI SIAMO UNA MISSIONE
Fare memoria della nascita di Don Bosco non significa guardare al passato, ma rinnovare con coraggio e passione la sua missione nel presente. Anche oggi i giovani sono alla ricerca di guide credibili, di ambienti accoglienti e di maestri capaci di ascoltarli, di sfidarli e di credere nei loro sogni. Come ci ha ricordato don Stefano Martoglio, che ha presieduto l’Eucaristia al Colle, il ricordo della nascita di don Bosco deve farci diventare suoi “famigliari”, più simili a lui nello sguardo e nell’azione, cioè nell’interpretare la realtà ed agire secondo lo spirito salesiano.
Celebrare la sua nascita ci chiama quindi a tenere acceso lo spirito missionario. Non si tratta soltanto di sostenere le opere nelle terre lontane, ma di custodire un atteggiamento interiore di perenne missione, di audacia apostolica e di passione per le periferie geografiche ed esistenziali del nostro tempo. Mantenere vivo lo zelo missionario significa rifiutare la comodità e la rassegnazione per andare con il cuore di Don Bosco incontro a quei ragazzi che ancora attendono qualcuno capace di credere gratuitamente in loro.
In questi giorni si stanno concludendo, o si sono appena concluse, le diverse esperienze missionarie: Vilnius e Telsiai, in Lituania con il gruppo guidato da don Riccardo Frigerio; Bo, in Sierra Leone con don Gio Bianco e Pietro Zaramella; Rukago, in Burundi con don Mariano Licciardi e Simone Cerruti; Maputsoe, in Lesotho con don Giorgio Ramundo. Ci auguriamo che per i confratelli e i giovani coinvolti la missione possa continuare con uguale ardore anche al rientro in Ispettoria.
La generosità delle nostre case verso le terre di missione si è anche espressa, durante l’anno, con l’aiuto concreto all’Ispettoria del Medio Oriente per l’emergenza umanitaria nel Libano e per i continui bisogni della Siria. In particolare, abbiamo da alcuni anni stretto un gemellaggio con gli oratori di Aleppo e Kafroun, dove avremmo voluto recarci per un’esperienza missionaria se le condizioni l’avessero permesso. La nostra fratellanza all’Ispettoria del MOR si renderà visibile anche ospitando a Valdocco, nel maggio del 27, il loro Capitolo Ispettoriale.
Durante l’anno abbiamo invitato all’Ispettoria del Medio Oriente circa 120.000 euro, frutto della Quaresima di fraternità e della generosità di tante persone che si sono prodigate nei mesi successivi. Vi è stato anche un aiuto concreto di complessivi 40.000 euro nelle esperienze missionarie in cui i diversi gruppi sono andati.
Ringrazio don Marco Cazzato che termina il suo incarico di animatore missionario e passa il testimone a don Riccardo Frigerio.
2. UNO SPIRITO FORTE, UN CUORE CHE AMA
Le attività estive delle nostre case sono ormai giunte al termine, come anche si sono conclusi i pellegrinaggi del Movimento Giovanile Salesiano. Sia il cammino di Santiago, sia il pellegrinaggio a Monaco di Baviera hanno visto coinvolti un bel numero di giovani, di confratelli e di consorelle. Preghiamo perché i semi gettati nell’estate possano dare frutto, secondo il volere di Dio. Ho avuto l’occasione di partecipare per tre giorni all’esperienza di Monaco: abbiamo vissuto momenti intensi conoscendo da vicino testimoni le cui coscienze non si sono piegate al potere ma sono rimaste rette davanti a Dio. In modo particolare i giovani della “Rosa bianca” ci hanno lasciato in una loro lettera una sfida impegnativa: avere “uno spirito forte e un cuore che ama”.
Ho già ricordato nella scorsa lettera i diversi impegni per l’inizio dell’anno pastorale. Ne richiamo qui solo due: l’assemblea dei confratelli il 29 agosto e l’incontro dei consigli della CEP, il 5 settembre, aperto a tutti i confratelli che vorranno partecipare.
Ieri sono stato al Santuario della Madonna di Re, un piccolo paese al confine tra l’Italia e la Svizzera, dove la fede e la pietà popolare hanno edificato una chiesa imponente, che domina la valle e custodisce la preghiera di tanti pellegrini. Ho ricordato tutti voi e pregato Maria, affinché ci aiuti ad essere testimoni credibili dell’amore e della predilezione di Dio per i giovani.
In Don Bosco, con affetto fraterno.
Malesco, 18 agosto 2026
Memoria di Sant’Elena, imperatrice
Don Giorgio Degiorgi
Ispettore



