La Castagnata di don Bosco
Un cortile pieno di voci, sorrisi, entusiasmo e voglia di stare insieme: è questo il clima che ha animato la castagnata di giovedì 29 ottobre, un pomeriggio che ha saputo raccontare, attraverso gesti semplici e tanta partecipazione, la bellezza dello spirito salesiano.
Protagonisti del pomeriggio sono stati gli animatori dei licei, che hanno preparato per i ragazzi delle medie un gioco speciale dal titolo «Ritrovare la castagna del giovane Buzzetti». Attraverso prove di abilità fisica, sfide di logica e giochi di squadra, i ragazzi sono stati coinvolti in un’avventura fatta di collaborazione, impegno e divertimento. Le attività, valide per la Don Bosco’s Cup, hanno permesso anche a chi normalmente non si ferma il giovedì pomeriggio di unirsi al gruppo e vivere un’esperienza di amicizia.
Gli animatori hanno saputo ricreare un vero cortile salesiano, quello immaginato da Don Bosco: un luogo dove i giovani si incontrano, giocano, si conoscono e crescono insieme. Un cortile pieno di allegria, perché, come ci insegna la tradizione salesiana, la gioia è una strada concreta verso la santità. Non una gioia fatta soltanto di divertimento, ma quella che nasce dallo stare insieme, dall’accoglienza, dall’amicizia e dal sentirsi parte di una famiglia.
E proprio il senso di famiglia si è manifestato anche nella seconda parte del pomeriggio, con la distribuzione delle castagne preparate dagli Alpini. Intorno alle castagne si è raccolta una comunità intera: genitori, nonni, zii e tanti volontari si sono messi a disposizione, chi per il taglio, chi per la preparazione e chi per la distribuzione. Un impegno condiviso, fatto di disponibilità e generosità, che ha reso possibile la festa.
È bello vedere come una castagnata possa diventare molto più di un semplice momento di festa: un’occasione in cui generazioni diverse si incontrano, i giovani diventano protagonisti e gli adulti testimoniano, con il loro servizio, il valore del prendersi cura degli altri.
Un grazie di cuore agli animatori, agli Alpini e a tutti i volontari che hanno donato tempo ed energie. Perché il cortile di Don Bosco continua a vivere ogni volta che qualcuno si mette in gioco, accoglie un amico, regala un sorriso e contribuisce a costruire una comunità in cui ciascuno possa sentirsi a casa.
E forse è proprio questa la castagna più preziosa che abbiamo ritrovato: la gioia di essere una famiglia!




