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Fonte: MGS Triveneto, Redazione Documentazione.info, 13 febbraio 2019

Dal punto di vista della fruizione, rimangono veri diversi dei risultati già registrati nel 2018: passiamo oltre 6 ore al giorno connessi (di cui circa un terzo sui social) contro le meno di 3 in cui guardiamo la tv…

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Un problema sicuramente non sottovalutato, lo testimoniano le indagini, reportage, Siti Web e dati statistici: oggi parliamo di rifiuti tecnologici

Secondo l’agenzia ANSA HiTech i rifiuti tecnologici oggi trasferiti dall’Europa verso Paesi in via di sviluppo costituiscono un volume di 352.474 tonnellate di metri cubi all’anno che, comunque, devono essere rapportati a una quantità mondiale stimata in 49,8 milioni di tonnellate (fonte Innovation in Development Reporting Grant).

In ogni caso rimane il business dell’e-waste: con metodiche discutibili, nei Paesi in via di sviluppo si recuperano plastiche, rame , oro, ferro e acciaio, alluminio, palladio e argento per un totale di 48 miliardi di Euro (dati relativi alla produzione di rifiuti del 2014). Si tratta di una enorme miniera tossica che disperde nell’ambiente metalli pesanti e sostanze chimiche che entrano nel ciclo alimentare dalla quale estrarre ricchezza, come accade in Ghana, a Agbogbloshie (area contigua alla capitale, Accra) un caso evidenziato nel reportage de L’Espresso del 2015: Agbogbloshie, come si vive nella più grande discarica di rifiuti elettronici d’Africa. (N.d. r.)

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Elisa Travaglini, pedagogista del Don Bosco, inventa un’app per aiutare i disabili a pagare il conto e vince il premio Eureka

Il concorso d’idee Eureka è organizzato dal Museo del Risparmio, dalla Fondazione La Stampa e da Intesa San Paolo Innovation Center.

L’idea è nata proprio tra i banchi di scuola, durante l’attività di sostegno degli studenti in difficoltà: trovare il modo di aiutare chi ha problemi cognitivi in campo logico-matematico a pagare i propri conti. Un problema non trascurabile per coloro che sono sempre costretti ad affidarsi all’onestà di chi prende i soldi dal loro portafoglio. Elisa Travaglini, pedagogista in forza all’istituto Continua a leggere

Uno studio rivela le otto ”i” della generazione di oggi: immaturità, iperconnessione, incorporeità, instabilità, isolamento, incertezza, indefinitezza, inclusività

Jean M. Twenge è una docente di psicologia dell’adolescenza presso l’Università di California a San Diego. Con meticolosità tutta anglosassone, da anni studia il passare delle generazioni negli Stati Uniti: dai “baby boomer” (i nati tra il 1946 e il 1964), alla “generazione X” (1965-1979) ai “millennial” (1980-1994). Finora, tutti gli indicatori psicologici e sociali mostravano cambiamenti Continua a leggere

Fonte, La Stampa, Bruno Ruffilli, 28/06/2018

201Il Ceo di Apple affronta il tema della dipendenza da smartphone: in iOS 12 sarà incluso un sistema per capire se stiamo usando in maniera eccessiva i nostri apparecchi. Ma anche Google, Facebook, Instagram e YouTube pensano a soluzioni simili

Dentro lo smartphone c’è tutta la nostra vita digitale: foto, video, canzoni, appunti, contatti. C’è la carta Continua a leggere

Smartphone in classe? Ma siamo sicuri?

Boutade della Ministra Fedeli per consolidare lo stato di quel ricettacolo e digestore di ogni istanza educativa, formativa, medico sanitaria, assistenziale, emergenziale e tecnologica che è la scuola? Pare di NO!

Mi riferisco all’ipotesi di portare lo smartphone in classe come strumento didattico.

Da anni manifesto senza pudore una certa sensibilità al tema della tecnologia in classe, ma ritengo di dovermi porre in una condizione intellettuale capace di filtrare le istanze Continua a leggere

Dal 2015 la Comunità Europea discute sull’innalzamento dell’età minima, da 13 a 16 anni, per accedere ai Social, ma la pressione del mercato che trova nei teenagers il “parco” ideale, evidentemente frena. Giusto per non prendere una posizione viziata dal ruolo che occupo, direi che per accedere ai Social sarebbe necessario sottoporre a un esame i genitori di figli minori e a un esame di buon senso e netiquette (buona educazione in rete) per tutti.

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La celeberrima situazione cosmologica che StarWars rappresenta nella eterna lotta tra bene e male, trova una corrispondenza in Internet nel cosiddetto “lato oscuro del Web”.

Ma non facciamo riferimento alla palude della pornografia, quella che genera circa il 30% di tutto il traffico della “grande rete” (potremmo snocciolare numeri interessanti sul “PIG Data“), ma al Web più profondo, più deep e più dark, là dove imperversano armi, droga e le peggiori perversioni dell’umanità. Il paradosso? Che questo in spazio, ricettacolo di ogni reietto, troviamo delle luci: Edward Snowden e gli attivisti delle primavere arabe hanno usato il “lato oscuro” di internet per sfuggire a censura e controlli. Continua a leggere

Fonte garanteprivacy.it

La nuova guida del Garante per la protezione dei dati personali, per “insegnare la privacy e rispettarla a scuola”

Si possono pubblicare sui social media le fotografie scattate durante le recite scolastiche? Le lezioni possono essere registrate? Come si possono prevenire fenomeni come il cyberbullismo o il sexting? Quali accortezze adottare nel pubblicare le graduatorie del personale scolastico? Ci sono cautele specifiche per la fornitura del servizio mensa o per la gestione del “curriculum dello studente”? Continua a leggere

16/09/2016 di Google Team

Settembre. Riaprono le scuole. Alunni e professori ritornano in classe. Anche Google si prepara per l’inizio del nuovo anno scolastico con gli ultimi aggiornamenti di Google Classroom.

L’aula non è l’unico posto dove i ragazzi possono apprendere: dall’aiuto dei genitori per i compiti a casa alle attività extrascolastiche, dalle escursioni sul campo a  molto altro, ci sono tante opportunità di apprendimento per gli studenti anche fuori delle quattro mura della classe. Le novità di Google Classroom favoriscono l’apprendimento, indipendentemente dal luogo o dal momento in cui questo avviene. Continua a leggere