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Fonte: CPP Centro Psicopedagogico per l’educazione e la gestione dei conflitti, di Daniele Novara

Più il tempo passa e più le convivenze forzate acuiscono, o possono acuire, eventuali tensioni, incompatibilità, contrasti e conflitti.

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«Sulla cattedra di Mosè si sono seduti gli scribi e i farisei. Quanto vi dicono, fatelo e osservatelo, ma non fate secondo le loro opere, perché dicono e non fanno».

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Non possiamo arrenderci allo spirito volgare del tempo. Le buone maniere sono “Un ramo dell’albero della carità” diceva san papa Giovanni XXIII. Sono l’amore in abito feriale. Amore fatto di mille piccoli gesti.

(Pino Pellegrino, B.S.)

È spiegabile che il ritorno del bel garbo debba essere tra le prime mosse adatte a formare l’uomo-umano. Dire ‘garbo’, infatti, è dire cortesia, gentilezza, delicatezza, amabilità, grazia. Non sono forse proprio questi i Valori ai quali pensiamo quando di un individuo diciamo che è ‘umano’?

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«Il termine ascetismo deriva da “ascesi”, una parola che in origine significava esercizio, allenamento di un atleta per il superamento di una prova… Avviene solo quando una cosa la si ritiene importante non solo oggettivamente ma soprattutto soggettivamente e ce ne facciamo una ragione» (Wikipedia).

Allenarsi per vincere

Non si cresce senza fatica, senza dire dei no. «Chi dice sì a tutte le cose lecite presto dirà sì anche alle cose illecite» (Cirillo di Alessandria). Non possiamo permetterci tutto e sempre, semplicemente perché è lecito, anche se non ne abbiamo bisogno. Dire di no alle cose facili e lecite rende forti per dire poi di sì alle cose che ci costano o che non sono lecite perché la coscienza ce le rimprovera. Ma occorre soprattutto «che una cosa la si ritenga importante non solo oggettivamente ma soprattutto soggettivamente». Ciò che non è importante ai miei occhi non spinge all’impegno e a quell’orgoglio sano per riuscire.

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Che cosa sta succedendo al cuore umano? Nel cielo dei giovani non brillano più stelle, ma solo il sibilo dei satelliti. Non c’è orizzonte davanti a loro, alle spalle non hanno alcuna radice in grado di nutrire la loro memoria.

(Pino Pellegrino, B.S,)

In agosto, alcuni turisti a Mont-Saint Michel in Normandia, hanno preferito filmare una mamma che annegava nel tentativo di salvare la figlia Victorine piuttosto che aiutarla.
Nello stesso anno a Roma un pensionato è piombato a terra in pieno centro, si sarebbe salvato dell’infarto se qualcuno si fosse accorto e l’avesse subito soccorso.

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Questa rubrica era iniziata con un inno all’autostima e conclude questa prima parte con una sottolineatura di ciò che può distruggere o rinforzare l’autostima, l’effetto Pigmalione. Ci sono scritti importanti sull’argomento. Si possono consultare per approfondire questo atteggiamento che spesso non ci accorgiamo di avere tutti noi che abbiamo responsabilità educative

La profezia che si autoavvera, nota anche come effetto Pigmalione, è uno degli effetti psicologici più importanti da tenere in considerazione nel rapporto con i bambini.

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(PINO PELLEGRINO, B.S.)

Noi siamo, tutti quanti, il prodotto di coloro che ci hanno amati o che si sono rifiutati di amarci

La domanda è forte, ma su certi temi non si può essere morbidi. Quando si parla d’Amore non si può scherzare. Con l’amore non si gioca: con l’amore si vive! Ecco perché quando si parla d’amore il discorso va preso di petto.

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(PINO PELLEGRINO, B.S.)

I bambini italiani sono i più indisciplinati tra tutti i bambini europei, se non del mondo intero. Lo dicono varie indagini.

Una è, ad esempio, quella condotta da Massimo Cicogna, psicologo ed antropologo, il quale si è servito di 2500 operatori turistici e di villeggianti per far la fotografia dei nostri bambini al mare, ai monti, negli alberghi e nei camping. Il 90% degli intervistati ha identificato nei piccoli italiani i disturbatori per eccellenza.

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(PINO PELLEGRINO, B.S.)

Mettere in dubbio il valore del benessere può apparire un pensiero di chi ha il cervello a corto di ossigeno. Invece, no! Anche il benessere può (e deve!) essere sottoposto a giudizio!

Intanto, sia subito chiaro: non abbiamo nessuna intenzione di tornare al pane nero, alle canottiere inzuppate di sudore dei contadini e degli operai dell’inizio del secolo scorso.

Il benessere ha il suo indubbio lato luminoso.

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(PINO PELLEGRINO, B.S.)

Se iniziate a sentirvi in colpa perché sospettate che vostro figlio si senta solo senza fratelli, ricordate che quasi tutti i bambini con fratelli a volte vorrebbero essere figli unici.

La nostra è, ormai, una società di figli unici. In Italia sono il 28%. Ebbene, essere figlio unico è una fortuna o un pericolo? Un’opportunità o un guaio? 
Per offrire materiale alla discussione, vediamo subito i pro e i contro di una vita senza l’esperienza della ‘fratria‘: senza l’esperienza dei fratelli. 
Secondo alcuni, i figli unici sarebbero più fortunati dei figli con fratelli.

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