Articoli

Lo scrittore Michele Serra (1954) ha fatto centro: “Oggi si può essere mascalzoni, mediocri, anche scemi, ma la cravatta giusta al momento giusto, aggiusta tutto.

Chi non si firma è perduto!”.

(Pino Pellegrino, Bollettino Salesiano)

Ormai tutto è spettacolo, tutto è look! “Appaio, dunque sono!”. “Luccico, dunque esisto!”.

La mania esibizionistica è arrivata persino nella scuola. Ormai la cartella è scomparsa: ora c’è lo zainetto con tutto il seguito di astucci profumati, colori, penne, quaderni griffati da uno stilista di fama.

Continua a leggere

Il libro è palpabile, odoroso, manipolabile. Crea un rapporto affettivo e unico.

Offre la possibilità di una lettura pacata, ‘filosofica’, paziente, soggettiva.

Tutto ciò che neanche il miglior computer può offrire.

(Pino Pellegrino, Bollettino Salesiano)

Non salvare il libro è un atto che potrebbe configurarsi come un vero e proprio reato: reato pedagogico! Abbiamo tutte le carte in regola per sostenere un’affermazione così grave.

Continua a leggere

In un tempo di umanesimo piatto, non è lecito essere neutrali. È doveroso prendere posizione e andare a scuola dai salmoni che vanno controcorrente.

(Pino Pellegrino, Bollettino Salesiano)

«Mamme e papà, imparate dai salmoni che vanno controcorrente! Sbarazzatevi dei copioni!» è l’invito perentorio che ci viene lanciato dallo psicoterapeuta Fulvio Scaparro.

In un tempo di umanesimo piatto, non è lecito essere neutrali. È doveroso prendere posizione e andare a scuola dai salmoni che vanno controcorrente.

Continua a leggere

Al termine di una conferenza, una persona del pubblico domandò al sociologo che aveva parlato: «Secondo lei, la nostra è davvero una gioventù bruciata?»
Il conferenziere, pronto: «Macché gioventù bruciata.
È gioventù bollita!».

(Pino Pellegrino, Bollettino Salesiano)

Una sera, dopo un applauditissimo concerto, il maestro Andrés Segovia, considerato il più grande chitarrista di tutti i tempi, fu avvicinato da un ammiratore che, estasiato, gli disse: «Maestro, darei la vita per suonare come lei!». Andrés Segovia lo fissò intensamente e rispose: «È esattamente il prezzo che ho pagato io».

Continua a leggere

Uno dei segni della fretta che condiziona le persone del nostro tempo è l’incapacità crescente di comunicare con gli occhi. I contatti tra le persone si sono moltiplicati: internet, e-mail, telefonino…
E ci stiamo dimenticando del contatto più semplice: il contatto visivo.

(Pino Pellegrino, Bollettino Salesiano)

AMARSI CON GLI OCCHI!

In famiglia, scompaiono le occasioni che consentivano alle persone di “guardarsi”. Una statistica afferma che il tempo medio che un genitore trascorre con un figlio adolescente è attualmente stimabile in 12 minuti al giorno. Anche il pasto della sera non è più consumato insieme, per le troppe attività in cui ciascuno è impegnato e i diversi gusti

Continua a leggere

Sono vissuto in una famiglia povera e nel dopo guerra si soffriva la fame e si mangiava quando c’era qualcosa. Eppure mio papà mi ha insegnato una cosa che non ho mai dimenticato perché è sintesi del Vangelo vissuto e non solo studiato.

Una sera che eravamo a cena mia madre raccontò che era passato un povero e lei non aveva trovato niente da dargli. Ricordo il papà che con Continua a leggere

di Roberta Sciamplicotti Fonte: Aleteia

I loro effetti possono andare al di là di quello che immaginate.

La rabbia, la stanchezza e la frustrazione che derivano dai problemi quotidiani possono esasperarci e farci dire cose che in realtà non pensiamo. Quelle che riportiamo sono alcune delle combinazioni peggiori di parole che possiamo dire ai nostri figli, indipendentemente dalla loro età, ma soprattutto ai bambini piccoli. Gli effetti di queste parole possono andare al di là di quello che immaginate e di ciò che i vostri figli possono controllare.

Leggete con attenzione e pensate molte volte prima di dire frasi come queste… Continua a leggere

Uno studio rivela le otto ”i” della generazione di oggi: immaturità, iperconnessione, incorporeità, instabilità, isolamento, incertezza, indefinitezza, inclusività

Jean M. Twenge è una docente di psicologia dell’adolescenza presso l’Università di California a San Diego. Con meticolosità tutta anglosassone, da anni studia il passare delle generazioni negli Stati Uniti: dai “baby boomer” (i nati tra il 1946 e il 1964), alla “generazione X” (1965-1979) ai “millennial” (1980-1994). Finora, tutti gli indicatori psicologici e sociali mostravano cambiamenti Continua a leggere

Paolo Tondelli

Editore: EDB

Collana: Itinerari

Anno edizione: 2018

Pagine: 148 p., Brossura

Continua a leggere

di Costanza Miriano

Tra i motivi, oltre all’incapacità dei genitori di tollerare la frustrazione, il limite, la sofferenza dei propri figli, c’è anche la tecnologia che offre tutto e subito senza fatica.

Qualche tempo fa, in una gelida mattina invernale, a Perugia, ho incontrato un gruppo di ragazzini delle medie. Correvano in un bosco – come me, peraltro -, incuranti della pioggia, del freddo,degli schizzi di fango. Da madre ho avuto un sussulto, poi mi sono ricordata che per tutta l’adolescenza, e a dire il vero per tutta la vita, l’ho fatto anche io: prendere freddo, bagnarmi, Continua a leggere