Cari genitori,

e così si riparte. Chi l’avrebbe detto? Quasi quasi non ci speravamo più con tutto questo pingpong mediatico a giorni alterni.

Con i ragazzi/e delle prime medie abbiamo già lavorato per tre mattinate sperimentando le “linee guida” che dovranno farci compagnia in questa fase di “emergenza”.
Vi inviterei a sospendere lo slogan facile #andràtuttobene ma dentro di noi crediamoci e crediamoci forte. Crediamoci tutti e insieme. E #tuttiinsieme sia il nostro vero slogan perché solo così metteremo i ragazzi al centro delle nostre attenzioni e non le rivendicazioni a caccia di colpevoli.

Durante il lockdown, tra le tante vignette e frasi che hanno invaso il mondo dei social, mi ha colpito una frase di Totò che diceva: «In tempo di crisi gli intelligenti cercano soluzioni e gli imbecilli cercano colpevoli». Lo stiamo vedendo nel campo politico sul discorso scuola: non sembra che le preoccupazioni siano i ragazzi e le ragazze ma le accuse reciproche a colpi di macete e di slogan facili e di contradizioni dalla sera alla mattina.

ABBIAMO CERCATO SOLUZIONI

È stato difficile fino all’ultimo momento per la contraddizione dei messaggi mandati dagli organi competenti, per il loro continuo variare e per il ritardo cronico e logorante.

Purtroppo questa situazione ci fa tornare indietro a una scuola che pensavamo superata per sempre avendo puntato negli ultimi anni sull’innovazione, sulla tecnologia, sulle aule per materia, sulla biblioteca smembrata nelle varie aule, su molteplici laboratori… Vabbè, ce ne faremo una ragione convivendo con questa emergenza e nutrendo la speranza di uscirne prima o poi.

UNA SCUOLA CHE CRESCE

Contrariamente a tutti i gufi (gli imbecilli di Totò) il numero degli allievi è cresciuto, continuando il trend iniziato 4 anni fa. Per il primo anno non ci sono state fughe di insegnanti allo Stato. Gli insegnanti stanno preparandosi al concorso e molti hanno scelto solo quello abilitante per rimanere al don Bosco. Quattro sezioni piene nella scuola media. Oltre alla sezione potenziata e a quelle digitali quest’anno parte anche la sezione linguistica.

Un grazie cordiale a tutto il corpo docente. Ho seguito quanto hanno fatto durante il lockdown con la didattica a distanza e vi ricordo che siamo stati i primi a partire dopo solo tre giorni dalla chiusura delle scuole. Ho seguito con quanta attenzione hanno ribaltato tutti gli spazi per far sì che si potesse offrire una scuola a tempo pieno, per non spezzare le classi, per non fare didattica distanza.

È un bel risultato. Speriamo che gli eventi non ci scombussolino il grande lavoro fatto.
Aggiungo che l’aumento numerico è dovuto anche ai trasferimenti di ragazzi da altre scuole proprio durante il lockdown perché i genitori notavano la differenza di gestione tra le varie scuole.

UN BEL TEAM VERSO IL FUTURO

Tutto questo è la prova che la scelta fatta dai nostri superiori di Torino di iniziare (o continuare) un cammino di discernimento e di formazione per arrivare a una gestione della scuola affidata ai laici è veramente un segno dei tempi che sa proprio di futuro. L’organizzazione funziona alla grande. La squadra è ben gestita e gli insegnanti sono motivati. Siamo contenti dell’ingresso di don Marco Borghi, viceparroco e responsabile dell’oratorio. Così facciamo squadra anche sul territorio con la chiesa locale. Con don Stefano Mondin stiamo facendo un bel lavoro per rendere la nostra scuola tutta “pastorale” con la partecipazione di tutti i docenti guidati da alcuni responsabili. I Salesiani restano con la loro presenza carismatica nella scuola e continueranno l’animazione nella nostra bella chiesa molto frequentata nonostante i limiti covid, per mantenere alta la tradizione con la devozione alla Madonna insieme a tutti gli amici di don Bosco.

DALLA VERANDA AL FOYER

Nonostante tutto e anche il contrario di tutto non abbiamo smesso di rendere la nostra scuola più bella. L’ultimo lavoro che stiamo portando avanti, e che mancava per rendere la nostra veranda di accoglienza all’altezza delle attese trasformandola in un foyer, riguarda il cambiamento delle vetrate. Quelle di prima erano il trionfo degli spifferi e sapevano di garage. Ora ne abbiamo già sistemate cinque e, man mano che troviamo amici che ci vengono incontro con la loro generosità, completeremo il tutto. Speriamo prima che arrivi l’inverno. Anche perché con le regole del covid abbiamo bisogno di spazi per poter rendere il servizio mensa più veloce e disponibile.

TRE PAROLE D’ORDINE

Sono tre parole che ho consegnato ai docenti l’altro ieri e che condivido con voi tutti.

FLESSIBILITA’. Solo sul campo capiremo se le scelte fatte e messe in onda, seguendo e interpretando le linee guida,sono efficaci ed efficienti. Altrimenti pronti “subito e tutti” a rimettersi in discussione per trovare soluzioni più agili e più convenienti. Accettiamo tutte le osservazioni costruttive per trovare soluzioni. Gli imbecilli di Totò potranno nascondersi dietro slogan facili (… io pago quindi…) ma abbiamo già visto come li definisce Totò e magari possiamo permetterci di consigliare loro di buttarsi in politica perché si troverebbero in buona compagnia.

APPREZZAMENTO. Il nostro Preside quando si sente stretto da tutte le parti dice “mai una gioia” nonostante il grande lavoro che si porta avanti. Diamo la soddisfazione di un riconoscimento positivo pur sempre nella condivisione di quelle critiche costruttive che spingono ad andare avanti e a non fermarsi nel “si è sempre fatto così!”.

RINGRAZIAMENTO. Don Bosco diceva: «Il più bel fiore che può nascere nel cuore di un ragazzo è il fiore della riconoscenza». La riconoscenza va oltre la conoscenza. Cioè si arriva a chiamare per nome il bene e il bello e ringraziare i protagonisti di quanto è stato realizzato. Papa Francesco dice che tre parole fanno bene alla convivenza e creano comunione: «Per favore, scusa, GRAZIE».

#TUTTINSIEME

Si apre un anno tormentato. Ma ci aspetta il più bel lavoro del mondo: accompagnare bambini/bambine a diventare ragazzi/ragazze e ragazzi/ragazze a diventare uomini/donne. Dagli undici ai 19 anni: una decade strepitosa che fonda l’uomo e la donna di domani. Accompagnare vuol dire crescere insieme, imparando gli uni dagli altri, “guardandoci” negli occhi (con la mascherina siamo facilitati) per esprimere quanto ci “amiamo”, per poi “dirci” quelle parole che ci fanno “camminare insieme” sostenendoci, incoraggiandoci, correggendoci.

Il proverbio dice: «Per educare un ragazzo ci vuole un villaggio». Facciamo villaggio allora tutti insieme e consegneremo al futuro uomini e donne pronti ad affrontare la loro strada come «buoni cristiani e onesti cittadini».

MARIA AUSILIATRICE E DON BOSCO

Ecco le due colonne su cui poggia tutto quanto abbiamo detto. Don Bosco dice: «Quando un ragazzo entra in una casa salesiana viene preso sotto la protezione di Maria Ausiliatrice» e lui stesso promette: «Mi basta sapere che siete giovani perché io vi ami assai». Cosa vogliamo di più?

Buon viaggio amici con la Madonna, con don Bosco, con tutta la squadra compatta in questa bella scuola e in questo bel territorio che ci stima e ci sostiene.

Grazie a tutti voi genitori per la stima che ci dimostrate, grazie ai benefattori che ci vengono incontro per rendere tutto più bello, grazie a tutti gli amici che ci sostengono con le loro preghiere.

BUON ANNO

Don Giuliano