Lo scontro tra gli israeliani e i palestinesi ha origini antiche, ancora prima di quando è nato ufficialmente lo stato d’Israele nel 1948.

Infatti già durante il periodo di dominazione inglese, tra la prima e la seconda guerra mondiale, tra le due popolazioni abitanti nello stesso territorio c’erano scontri quasi tutti i giorni e ciò ha spinto il governo di Londra a tenere sotto diretta amministrazione la colonia in Palestina, per evitare futuri scontri. Dopo il 1948, Israele ha combattuto ben quattro guerre prima contro i paesi arabi confinanti, come Egitto, Giordania, Iraq e Siria, fino al 1973 quando invece sono iniziati gli scontri tra ebrei e palestinesi, prima nel 1973 con la guerra in Libano e poi con la proclamazione dello Stato di Palestina, però non riconosciuto dall’ONU e proprio da questo momento, gli scontri tra palestinesi e ebrei si sono riaccesi e quelli realmente violenti che hanno coinvolto anche i civili, sono durati fino a circa sette anni fa, ma proprio qualche settimana fa, gli scontri si sono riaccesi di nuovo con l’organizzazione paramilitare palastinese, l’Hamas, che ha lanciato alcuni razzi su Israele, e gli israeliani hanno risposto bombardando la striscia di Gaza anche se il vero motivo della ripresa degli scontri è Gerusalemme est, territorio palestenise secondo l’ONU ma annesso da Israele nel 1967. In questa zona moltissime famiglie palestinese sono state costrette dalle autorità israeliane ad abbandonare le loro case. Sembra che gli scontri, grazie all’intervento dell’ONU e di altre potenze mondiali, si siano placati e i due popoli stiano tornando verso la via della pace, anche se ciò non è una certezza nel garantire che in futuro gli scontri potrebbero ricominciare.