In occasione del 50esimo Earth Day, la Giornata della Terra, i ragazzi della scuola media, accompagnati dai loro docenti di Scienze, hanno partecipato a diverse iniziative di sensibilizzazione al problema dell’emergenza climatica.

Martedì 21 hanno seguito il documentario realizzato da BBC “Earth” e nella giornata di mercoledì 22, dalle 15 alle 22, hanno potuto partecipare liberamente alla maratona live streaming di National Geographic per fare il punto sulla situazione che il Pianeta sta vivendo in questo momento e valutare problemi e soluzioni che saranno rilevanti da ora al 2030.

Emerge, ora più che mai, l’importanza di salvaguardare il nostro Pianeta, che, nel senso più generico del termine, possiamo definire “casa”.

Casa è un termine molto sentito di questi tempi: “Dobbiamo stare a casa!”, ci ripetono, come lo slogan del momento. Fermiamoci allora a riflettere se “casa nostra”, il nostro Pianeta, sia davvero un luogo accogliente, ospitale e sicuro per noi. Possiamo (e dobbiamo!) fare una scelta: rendere “casa” un luogo sicuro in cui stare, dove vivere in armonia con tutto ciò che ci circonda.

In questi giorni di quarantena, dicono gli esperti, la Natura si sta riprendendo i suoi spazi (avete visto le immagini di animali che corrono liberi sulle strade deserte? O dell’erba che cresce fra i sampietrini delle strade romane?): perché non permettere alla Natura di riconquistare quello spazio di cui l’Uomo l’ha privata? Quali benefici ne potremmo trarre? E’ proprio qui il punto: si parla di “benefici” e pochissime volte si sente la parola “costi”.

Gli esperti ci hanno fatto riflettere: può questa emergenza essere un “costo” che stiamo pagando a seguito di eccessi? Le emergenze climatiche e sanitarie non sono qualcosa con cui bisogna convivere, a cui bisogna abituarsi, ma sono la naturale conseguenza della scelta di uno stile di vista non sostenibile dalle risorse limitate del nostro Pianeta.

Allora, il messaggio è quanto mai semplice: facciamo che sia ogni giorno un Earth Day. Ricordiamoci di non sprecare acqua, di usare (quando si potrà) di più la bicicletta… basta un piccolo gesto, compiuto da ognuno di noi, per cambiare le sorti del nostro Pianeta.

Un grazie sincero a tutti i ragazzi che hanno partecipato e che hanno voluto condividere la propria opinione, un disegno, o un messaggio di speranza. Questa giornata è soprattutto per voi, che siete il futuro della nostra Terra.

Camilla Picco 1B
Andrea Uras 1B

“PUNTO DI NON RITORNO”

In questo programma ho capito moltissime cose sull’ambiente: non bisogna usare la natura, ma rispettarla perchè dalle immagini che ho visto la natura è stata maltrattata dall’uomo.

Nel documentario parla Leonardo Dicaprio, un attore  che si interessa della  situazione dell’ambiente.

La cosa che mi ha colpito di più è vedere i ghiacciai sciolti.

Spero di non rivedere più queste cose nel futuro e credo che l’unica soluzione sia di far capire a tutti che anche un piccolo gesto fatto da ognuno di noi può fare la differenza.

#nonsprechiamoquellocheabbiamo

Davide Zanetta 1C

SE NON CI SONO LE FORESTE… NON C’È VITA

“La Terra è un bene prezioso e va salvaguardato”

“Al suo interno c’è molta conoscenza da prima che l’uomo venisse al mondo”

“La terra va rispettata altrimenti ci saranno delle conseguenze”

“La Terra ci ha creato,ospitato, privilegiato e onorato, ma noi non dobbiamo distruggerla”

“Bastano piccoli gesti che se fatti fanno la differenza. Contribuiamo anche noi”

Lorenzo Milan 1C

“Ho sentito l’intervista di Susan Goldberg, la direttrice della rivista National Geographic. La rivista di questo mese è stata sdoppiata con due differenti previsioni per il mondo nel 2070. Nella parte pessimistica ci sono molte foto di Muller che rappresenta la SOLASTALGIA (nostalgia che le persone provano nel non riconoscere più l’ambiente in cui continuano a vivere).

Nella parte ottimistica viene mostrato un viaggio in America con l’uso di macchine elettriche per testimoniare i grandi progressi che si stanno compiendo nelle energie rinnovabili. Susan afferma quanto sia importante informare, istruire e coinvolgere le persone per scegliere come comportarsi con il mondo. Sostiene l’importanza di rimanere ottimisti per ispirare azioni e cambiamenti per il nostro mondo.”

“L’altra intervista che ho sentito è stata di Piero Pelù, Filippo Solibello e la biologa marina Martina Capriotti. Pelù ha composto una canzone dicendo di essersi risvegliato e diventato attivo nel pulire il mondo. Infatti a gennaio è andato a ripulire la spiaggia di San Remo che a prima vista sembrava pulita ma appena sotto la superficie della sabbia c’erano tantissimi resti di polistirolo. La biologa parlava di quanti residui di particelle di plastica ci sono negli animali marini ma anche nell’uomo.”

Ginevra Oriolesi 2B

“É stata molto interessante e mi ha molto sensibilizzato. Però secondo me non è giusto far partecipare Piero Pelù perché comunque non è esperto d i questa materia, infatti sembrava che non riuscisse a parlare. Comunque mi è sembrato molto interessante la parte dell biologa Martina Capriotti in cui si parlava dell microplastica e delle mutazioni causate dagli interferenti endocrini”

Alessandro Zitelli 3B