Nadia Toffa

Editore: Mondadori

Collana: Vivavoce

Anno edizione: 2018

In commercio dal: 5 settembre 2019

Pagine: 142 p., Rilegato

Giornalista e personaggio televisivo italiano. Comincia a lavorare nel mondo televisivo nella sua città, a Retebrescia, finché nel 2009 diventa un’inviata de “Le Iene”. Lì realizza diverse importanti inchieste sulle truffe ai danni del Servizio Sanitario Nazionale, la proliferazione delle sale slot in Italia, la pedofilia online, la diffusione dell’HIV, l’inquinamento e lo smaltimento illegale dei rifiuti in Italia. Nel 2015 diventa conduttrice del talk show “Open space”, in onda su Italia 1. Nello stesso anno vince il Premio Internazionale Ischia per il giornalismo – Sezione TV per un servizio sulle donne rapite dall’Isis. Nel 2018 vince il Premio Giornalistico Internazionale Marco Lucchetta per un’inchiesta sulla prostituzione minorile a Bari. Nel febbraio 2018 le è stata conferita la cittadinanza onoraria di Taranto, per il supporto nella raccolta fondi a favore del reparto di oncologia pediatrica. Dal 2016, oltre a essere nel cast degli inviati, è anche presentatrice de “Le Iene”. Tra i titoli da lei pubblicati ricordiamo Quando il gioco si fa duro (Rizzoli Controtempo, 2014) e Fiorire d’inverno. La mia storia (Mondadori, 2018).

«Da piccola mi piaceva camminare sui prati imbiancati dalla neve e quando ero fortunata mi imbattevo in una famiglia di bucaneve. I loro boccioli, in apparenza fragili e piegati verso il basso, erano capaci di compiere un miracolo, fiorire in inverno. Ogni volta che ripenso alla mia vita e a tutto quello che è successo, mi ricordo dei bucaneve, della loro audacia e del fatto che i miracoli accadono» Ho sempre creduto che la vita fosse disporre sul tavolo, nel miglior modo possibile, le carte che ti sei trovato in mano. Invece all’improvviso ne arriva una che spariglia tutte le altre, e la vita è proprio come ti giochi quell’ultima carta. Per ciascuno di noi l’esistenza è costellata di eventi che in prima battuta sono sembrati inaffrontabili, e invece poi hanno portato a una rinascita, a un nuovo equilibrio. Penso che ci sia un ordine più saggio che governa il mondo e di cui spesso ignoriamo il senso, la prospettiva. Per questo ho una grande fiducia, mi alzo sempre col sorriso. Certo che preferisco il sole, ma quando ci sei in mezzo scopri che anche la neve ha la sua bellezza. La malattia, l’avere bisogno di aiuto, mi hanno costretto a riprendere contatto con la mia parte più tenera e indifesa, quella più umana. Era come se mi fossi dimenticata che la fragilità non è una debolezza, ma è la condizione dell’essere umano ed è proprio lei che ci protegge, perché ci fa ascoltare quello che proviamo, quello che siamo, nel corpo e nel cuore.

Nadia