Fonte: Avvenire, di Riccardo Maccioni, sabato 5 ottobre 2019

Annuncio del Vangelo, tutela del Creato, rispetto delle culture locali, al centro dell’Assemblea dei vescovi dedicata all’Amazzonia. Una nostra piccola guida in forma di domande e risposte

Con la Messa presieduta dal Papa nella Basilica Vaticana, domenica 6 ottobre alle 10 si apre il Sinodo per l’Amazzonia. O per dirla in modo più corretto, viene inaugurata l’Assemblea speciale del Sinodo dei vescovi che si concluderà il 27 ottobre. Tema dei lavori: “Amazzonia: Nuovi cammini per la Chiesa e per una ecologia integrale”.

Cos’è il Sinodo?
Il Sinodo dei vescovi è stato istituto da san Paolo VI il 15 settembre 1965 con il motu proprio “Apostolica sollicitudo”. È nato nel contesto del Concilio Vaticano II che, con la Costituzione dogmatica “Lumen gentium” (21 novembre 1964), si era ampiamente concentrato sulla dottrina dell’episcopato, sollecitando un maggior coinvolgimento dei vescovi nelle questioni che interessano la Chiesa universale. Scopo dei lavori è infatti discutere collegialmente, sotto la presidenza del Papa, temi di primaria importanza che riguardano la vita della Chiesa. Il Sinodo si riunisce in diversi tipi di Assemblea: in Assemblea generale ordinaria, per le materie che riguardano il bene della Chiesa universale; in Assemblea generale straordinaria, per questioni di urgente considerazione; in Assemblea speciale, per temi che toccano maggiormente una o più regioni determinate. Al Pontefice compete, inoltre, convocare un’Assemblea sinodale secondo altre modalità da lui stabilite.

Perché un Sinodo sull’Amazzonia?
Lo ha spiegato direttamente il Papa, nel giorno in cui lo ha indetto, il 15 ottobre 2017. L’obiettivo principale – spiegò allora Francesco – è “trovare nuove vie per l’evangelizzazione di quella porzione del popolo di Dio, in particolare le persone indigene, spesso dimenticate e senza la prospettiva di un futuro sereno, anche a causa della crisi della foresta amazzonica, polmone di fondamentale importanza per il nostro pianeta”. Vuol dire che il primo scopo è far conoscere il vero volto di Gesù a popoli e realtà spesso dimenticati, testimoniando che il Vangelo può essere vissuto pienamente nel rispetto delle culture locali. Scrive il documento preparatorio del Sinodo (n. 12): l’assemblea speciale per l’Amazzonia “è chiamata a individuare nuovi cammini per far crescere il volto amazzonico della Chiesa e anche per rispondere alle situazioni di ingiustizia della regione”.

Il Sinodo parlerà solo alle popolazioni amazzoniche?
Anche se i lavori vertono sull’Amazzonia, i temi che verranno affrontati, dall’annuncio del Vangelo all’attenzione verso gli ultimi, dalle nuove frontiere della pastorale al rispetto del Creato, riguardano la Chiesa universale. E l’intera famiglia umana.

Quando parliamo di Amazzonia cosa intendiamo?
Un territorio che si estende per 7,8 milioni di kmq in Sud America. La sua superficie occupa parte di ben nove Paesi: Brasile, Bolivia, Perù, Ecuador, Colombia, Venezuela, Guyana, Suriname e Guyana francese. Di questa immensa distesa le foreste coprono circa 5,3 milioni di kmq, pari a oltre un terzo di quelle presenti sulla terra. Polmone verde per eccellenza del pianeta, serbatoio di ossigeno che fa respirare l’intera umanità, l’Amazzonia è anche una delle più grandi riserve di biodiversità e da sola contiene il 20% di acqua dolce non congelata delle terra …

Fonte, Avvenire, di Alessandra Smerilli e Sergio Massironi – CONTINUA A LEGGERE