Cari genitori, all’inizio di questo nuovo anno scolastico 2019-20 volevo inviarvi il mio più cordiale saluto. Sono appena arrivato, ma già mi sento a casa per la calorosa accoglienza che mi hanno riservato il Preside e i docenti nei diversi collegi docenti che abbiamo vissuto in questi giorni. Si ci siamo già messi al lavoro perché vogliamo, per quanto possa dipendere da noi, preparare un anno splendido per i vostri figli.

Perché loro ne hanno diritto, perché voi ve lo meritate, avendo scelto la nostra scuola. Naturalmente, essendo arrivato nuovo in questo ambiente, sono stato attento a rispettare quanto questa scuola ha costruito, grazie anche all’intelligente guida di don Giuliano. Tranquilli, ho chiesto che rimanesse qui al Don Bosco, proprio per non disperdere il patrimonio di esperienza che ha accumulato nel corso degli anni. Per quanto mi riguarda ho chiesto ai docenti che la nostra scuola avesse tre caratteristiche: fosse “umana”, sinodale, ospitale.

Prima di tutto “umana”: “Uomini si nasce umani si diventa” diceva un saggio! La nostra scuola vuole essere immersa nella vita, non può essere a sé stante e quindi deve partire dall’esperienza, dall’aria che si respira, dai problemi che si vivono, perché conoscere vuol dire proprio “nascere con le cose”; ma mi piace ricordare che nella Bibbia conoscere significa anche generare. La nostra scuola non vuole solo preparare delle persone che si inseriscano con competenze nella società, ma che siano anche capaci, con la guida vostra e dei docenti, di generare qualcosa di nuovo, perché ogni persona è unica e irripetibile! Ma “umana” vuol dire per me che dobbiamo anche educare a riconoscere un “tu”: a rendersi conto che non sono il centro” del mondo, ma che è solo nella relazione con l’altro che io mi costruisco come persona; ecco allora che acquistano valore parole come rispetto, dialogo, confronto, che sono alla base di ogni convivenza civile. Certo come scuola salesiana, vogliamo educare alla scoperta di un “TU” più grande, aprendo gli orizzonti ad una ricerca spirituale e alla trascendenza. Ma c’è un ultimo aspetto di questa scuola “umana” che vorrei presentare: non basta educare a riconoscere un “tu”, dobbiamo educare a diventare “tu” nei confronti di un’altra persona. Mi sembra, infatti, improrogabile una seria educazione affettiva. Troppi sono ormai i gli episodi, anche vicino a noi, che rivelano in maniera “sanguinosa” e terribile una lacuna, a questo proposito, nel processo educativo. E su questo argomento il vostro contributo è fondamentale.

 La seconda parola è “sinodale”. Va molto di moda oggi, dopo che papa Francesco l’ha utilizzata nel recente sinodo dei giovani. Per noi salesiani di don Bosco è un concetto che fa parte del nostro DNA. Don Bosco è l’unico fondatore che ha creato il proprio ordine religioso insieme con i propri ragazzi. Sinodalità vuol dire proprio questo: tutto quello che cercheremo di realizzare in questo anno scolastico avverrà con la partecipazione diretta dei nostri ragazzi/e. Già sono inseriti nel Consiglio d’Istituto, ma saranno presenti anche nelle diverse Equipe educative, dove si programmano le attività della scuola. Non vogliamo solo lavorare “per” loro, ma “con “loro”! E’ una sfida, ma sono convinto che sarà un cammino ricco di sorprese, perché i giovani sono capaci di sorprenderci con la loro fantasia e inventività.

Ed infine la nostra scuola deve essere “ospitale”. Tutti si devono sentire a casa propria. Non mi riferisco solo al fatto che ci sarà una particolare attenzione ad impedire qualsiasi espressione di bullismo, nei diversi modi in cui si manifesta; ma la intendo nel senso che ogni ragazzo/a si deve sentire accolto, senza differenze! Voi sapete che la scuola salesiana si qualifica proprio per l’attenzione alla singola persona. Nessuno deve essere trascurato! È un impegno che mi prendo in prima persona.

Concludo questa mia prima lettera chiedendo naturalmente il vostro aiuto, che non può che essere appassionato, perché sono i vostri figli/e e per loro date tutta la vostra vita. Sono sicuro che anche voi, come noi, volete che la loro vita sia bella, che possano realizzare i desideri che hanno nel cuore. Ci avete mai pensato che la parola desiderio ha a che fare, data la sua etimologia, con le stelle, con qualcosa di infinito? Non dobbiamo essere proprio noi a renderla “banale”!

Con questo vi saluto cordialmente, sperando di potervi incontrare presto personalmente. Buon anno scolastico a tutti.

PS. La porta della direzione sarà sempre aperta per i vostri figli/e e naturalmente per voi!