La messa è stata celebrata da don Enrico Stasi, ispettore dei salesiani piemontesi.

Domenica scorsa la chiesa era colma di parrocchiani e insegnanti, allievi ed ex allievi, semplici fedeli e autorità per il saluto a don Giuliano Palizzi e il benvenuto a don Silvano Oni, nuovo direttore del Don Bosco di Borgomanero.

La Messa è stata celebrata da don Enrico Stasi, superiore dei salesiani piemontesi, Dopo l’omelia, incentrata sui temi dell’umiltà di cuore e dello spirito di servizio, don Enrico ha letto il decreto di nomina del nuovo direttore, cha ha infine prestato giuramento. Un abbraccio e un lungo applauso hanno sottolineato il momento.
A concelebrare la funzione erano anche gli altri sacerdoti salesiani di Borgomanero e alcuni provenienti da Valsalice, precedente casa di don Silvano, fra i quali il direttore don Pier Mainetti.

Molti hanno voluto salutare don Giuliano: dal preside, Giovanni Campagnoli, all’ex allieva Elisa Zanetta, in rappresentanza dell’amministrazione comunale, da don Piero Cerutti, che ha donato un quadro raffigurante la collegiata a don Giuliano e a don Alessandro Borsello (da quest’anno direttore a Bra), a Mario Metti, presidente dell’associazione Mamre, a Giano Zinelli, che ha donato alla chiesa un ceppo lavorato in legno, accanto all’altare, su cui posizionare le candele.

Don Giuliano ha voluto salutare tutti i presenti con le parole del poeta brasiliano Mario de Andrade: «Ho contato i miei anni e ho scoperto che ho meno tempo per vivere da qui in poi rispetto a quello che ho vissuto fino ad ora. Mi sento come quel bambino che ha vinto un pacchetto di dolci: i primi li ha mangiati con piacere, ma quando ha compreso che ne erano rimasti pochi ha cominciato a gustarli intensamente. Il mio tempo è troppo breve: voglio l’essenza, la mia anima ha fretta. Non ho più molti dolci nel pacchetto… Voglio vivere accanto a persone umane, molto umane… Voglio circondarmi di persone che sanno come toccare i cuori, di persone a cui i duri colpi della vita hanno insegnato a crescere con tocchi soavi dell’anima. Sì, sono di fretta, ho fretta di vivere con l’intensità che solo la maturità sa dare. Non intendo sprecare nessuno dei dolci rimasti. Sono sicuro che saranno squisiti, molto più di quelli mangiati finora. Il mio obiettivo è quello di raggiungere la fine soddisfatto e in pace con i miei cari e la mia coscienza. Abbiamo due vite e la seconda inizia quando ti rendi conto che ne hai solo una».