di don Giuliano Palizzi

L’ANS (agenzia info salesiana) scrive: «Una morte tragica ha colpito la Congregazione Salesiana in Africa. L’amato confratello don Antonio César Fernández, dell’Ispettoria AFO (Africa Occidentale Francofona), è stato colpito a morte in un agguato teso da assassini jihadisti, dopo le 15:00 di ieri, venerdì 15 febbraio 2019.

Il tragico episodio si è verificato a 40 chilometri dal confine meridionale del Burkina Faso. Don Fernández stava tornando nella sua comunità di Ouagadougou (Burkina Faso) insieme ad altri due salesiani sopravvissuti all’assalto, dopo aver partecipato a Lomé (Togo) alla prima sessione del Capitolo ispettoriale di quella Provincia. L’auto dei tre confratelli è stata fermata dopo la dogana di Cincassé. Don César è stato separato dagli altri due confratelli e crivellato di colpi dai terroristi che poi sono fuggiti. Si parla anche dell’uccisione di quattro doganieri.

Antonio César Fernández era nato 72 anni fa a Pozoblanco, in Spagna, il 7 luglio 1946, era salesiano da 55 anni e sacerdote da 46. Si era offerto come missionario in diversi paesi africani dal 1982. Il suo primo incarico era stato a Lomé (Togo) e attualmente era responsabile della comunità salesiana di Ouagadougou, in Burkina Faso.

Preghiamo per il suo eterno riposo. Aveva offerto la sua vita per l’Africa e la sua offerta è stata accettata pienamente… Che il Signore risorto accolga con tenerezza don Fernández con tutti coloro che hanno dato la loro vita alla missione salesiana, e che Maria Ausiliatrice, che tanto amava, lo accolga con l’affetto della Buona Madre del Cielo».

L’Eucaristia è stata presieduta dal Superiore dell’Ispettoria “Spagna-San Giacomo Maggiore” (SSM), don Juan Carlos Pérez Godoy che, tra l’altro, ha detto: «Il sangue di don Antonio César renderà fecondo il seme del Vangelo in terra africana, per il bene della Chiesa, e specialmente per i giovani più bisognosi dell’Africa».

I religiosi, sacerdoti, suore e laici che subiscono il martirio sono tantissimi e tutto questo avviene in un mondo così carico di violenza, di odio verso la vita e così preso dal delirio di onnipotenza che porta tanti nostri fratelli a pagare con la loro vita la fede in Gesù. Non possiamo non farci carico del dolore che sta opprimendo tanta parte del mondo e tante persone buone. Non possiamo pensare prima a noi o solo a noi. Non possiamo chiudere porti e porte. Il valore della vita è troppo importante per rimanere impassibili davanti al facile uso e sopruso che alcuni, in nome di non si sa bene quale religione o quale ideologia, fanno nei riguardi dei più deboli.

A scuola non possiamo non imparare a saper accorgerci, a saper valutare, a saper essere critici verso tutto ciò che è contro l’uomo. Ricordiamoci che alla fine di tutto ci verrà solo chiesto questo: «Venite, benedetti del Padre mio, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla creazione del mondo, perché ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere, ero straniero e mi avete accolto, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, ero in carcere e siete venuti a trovarmi… tutto quello che avete fatto a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me» (Mt 25).

Con l’augurio di buone vacanze a tutti!