Fonte: Avvenire, di Diego Mesa, sabato 11 maggio 2019

Chi cresce in una società che trasmette insicurezza invoca misure efficaci ma ha idee confuse su diritti e doveri. Ritratto di una generazione incerta sulle fonti delle norme, radicata nella famiglia

Nel lungo periodo, secondo i sociologi della tarda modernità, si è assistito a un progressivo allentamento della normatività esterna agli individui in favore di un’accresciuta centralità degli ideali di autorealizzazione.

Questo spostamento della normatività dai valori riferiti al Noi a quelli riferiti al Sé, se da un lato ha comportato una crescita della libertà nella responsabilità degli individui, dall’altro li ha esposti maggiormente ai rischi di isolamento, fallimento e disgregazione dei legami sociali. L’indebolimento delle fonti tradizionali di legittimazione dei valori e delle norme – in primis la religione e le ideologie politiche – e la crescente esposizione a sistemi di valori eterogenei propri delle società multiculturali, ha portato sempre di più gli individui a elaborare le proprie condotte cercando riflessivamente una mediazione tra premure personali e opportunità contingenti piuttosto che applicando schemi prefissati riferiti a valori condivisi. Questo modus operandi aumenta l’incoerenza tra valori dichiarati e comportamenti agiti e conseguentemente anche la difficoltà di interpretazione delle condotte sociali. Negli ultimi decenni il crescente senso di insicurezza dovuto alla percezione dei rischi globali (cambiamenti climatici indotti dall’uomo, terrorismo, incertezza economica, migrazioni incontrollate) ha portato i soggetti a cedere parti crescenti della propria autonomia e indipendenza a nuovi sistemi di sorveglianza generalizzata, sistemi che per il loro carattere opaco e impersonale non sembrano ridurre l’incertezza e contribuiscono semmai ad alimentare la domanda di norme più restrittive e severe.

Sullo sfondo si rileva una crescente sfiducia delle nuove generazioni nei confronti delle istituzioni – in particolar modo quelle politiche – e un crescente investimento nei confronti di quell’area della ‘socialità ristretta’ costituita dai rapporti familiari e dalle reti amicali. Quest’ultimo trend trova conferma anche nelle precedenti edizioni del Rapporto Giovani. Per altro verso anche recenti indagini sulla cultura della legalità tra gli adolescenti italiani pongono in luce…

Fonte, Avvenire, di Diego Mesa – CONTINUA A LEGGERE