Fonte: Avvenire, di Francesco Ognibene, lunedì 18 marzo 2019

Appunti raccolti marciando con i ragazzi, venerdì 15 a Milano, come in centinaia di piazze in Italia e nel mondo. In testa i percorsi dei giovani e le loro domande, negli occhi uno fenomeno nuovo.

Una nuova idolatria che ha per oggetto i giovani e la natura, alla quale si aggrappa una società che non credendo più in nulla si inventa le sue religioni? L’abbaglio ideologico di una generazione senza più valori certi? O un’onda passeggera, bella ma illusoria? Tutto può essere. Il fenomeno che abbiamo visto spuntare nelle piazze venerdì 15 marzo con le manifestazioni adolescenziali per il pianeta è talmente vasto e nuovo che all’indomani è doveroso aprire il tempo delle riflessioni. Nelle quali ci sta ogni contributo serio. Incluso, crediamo, quello di chi in piazza con i ragazzi ci è andato. Per curiosità, o perché trascinato dai propri figli, interrogandosi su cosa si muove nel loro cuore. Per questo contravvengo eccezionalmente all’allergia verso gli articoli in prima persona per dare ordine ai miei appunti – già parzialmente condivisi su Facebook – raccolti seguendo le figlie in piazza (in realtà la dodicenne, con la scusa di prendermi cura di lei: le altre due, liceali, non avrebbero gradito il padre-custode).

Confesso dunque che, non fosse stato per le mie figlie, in piazza venerdì mattina a Milano per il clima non ci sarei andato. E mi sarei perso il grande spettacolo di una cosa nuova che, finalmente, sta forse sorgendo dove non avresti creduto. Una lezione, e tanti pensieri raccolti camminando, appuntati al volo e incrociati con esperienze giornalistiche sul campo tra Gmg, raduni ecclesiali giovanili, convegni a tema, e poi il Sinodo dell’ottobre scorso, la Giornata mondiale di Panama, …

Fonte: Avvenire, di Francesco Ognibene – CONTINUA A LEGGERE