Alcuni giorni dopo la Giornata della Memoria le seconde sono andate a vedere un film sulla Shoah, dove hanno imparato che ricordare gli errori commessi nel passato serve per non rifarli nel presente.

Venerdì 1 febbraio le seconde sono andate alla Villa Marazza a guardare un film che parlava di un uomo francese di nome Batignole – “Monsieur Batignole” era il titolo della proiezione – , capo di una bottega che fece arrestare una famiglia ebrea.

Un bambino però, di nome Simòn, riuscì a scappare e tornare indietro dall’uomo, quest’ultimo accudì il ragazzo e lo nascose nella sua soffitta. Però gli ufficiali Tedeschi scoprirono tutto, quindi Batignole scappò via con Simòn e le sue cugine. Incontrarono una donna che, insieme ad un prete, li aiutò ad andare in Svizzera, dove i ragazzi non sarebbero stati catturati. Non appena arrivarono, Batignole, invece di tornare in Francia, restò con i ragazzi.

Alla fine del film i ragazzi della scuola sono andati a visitare una mostra sul Nazismo. C’erano dei cartelli numerati in ordine cronologico che spiegavano come è nato il Nazismo, qual era l’ideologia alla base e come venivano torturati e uccisi gli Ebrei ma non solo, anche i testimoni di Geova, i politici, gli asociali, i rom e i disabili.

Negli stessi giorni, le classi prime hanno letto alcuni testi, tratti da Primo Levi e Anna Frank, e ascoltato canzoni per riflettere insieme sulla Shoah e su cosa ciascuno potrebbe fare, affinchè ogni giorno sia Giornata della Memoria. le terze medie, invece, hanno avuto la fortuna di partecipare ad una conferenza presso l’Università di Novara, in cui un POlacco sopravvissuto al LAger ha raccontato la propria esperienza.

Queste iniziative hanno insegnato che  bisogna ricordare per non dimenticare e per non ripetere le vicende vergognose e impressionanti successe negli anni passati dove sono stati uccisi più di un milione di innocenti solo per la loro nazionalità, il colore della pelle i modi di vivere. L’unico modo per fare in modo che questo non accada più, oltre al ricordare per non dimenticare, siamo noi giovani, il futuro di questa generazione.