… bioplastica, campagne di sensibilizzazione: diventiamo green!

Il progetto è gestito dagli studenti della Seconda Liceo Economico Sociale.

“EcoDonBosco”: gli studenti hanno scelto di chiamare così il loro progetto di impegno sociale e ambientale. Su proposta della professoressa di Spagnolo Maddalena Neale, gli studenti della SecondaLiceo Economico Sociale hanno approfondito a gruppi di ricerca, coordinati dalla docente diScienze Michaela Cerri, uno dei più gravi e urgenti problemi del nostro mondo contemporaneo: la sostenibilità del nostro modello di sviluppo e i rischi legati all’inquinamento ambientale. Dopo aver illustrato le problematiche della deforestazione e del cambiamento climatico, gli studenti si sono soffermati sull’inquinamento marino da plastiche e microplastiche.

Dall’informazione si è poi passati all’azione. Ai ragazzi è stato proposto di fare un salto di qualità: da cittadini (ora) consapevoli a cittadini attivi, fattori di cambiamento piuttosto che semplici osservatori costernati.

Si è scelto di lavorare su due dimensioni, secondo una logica “glocal”: dal punto di vista “locale” del Don Bosco e dal punto di vista “globale” del mondo. Gli studenti hanno ragionato su come rendere più ecologico lo smaltimento dei rifiuti nell’istituto e hanno chiesto al Consorzio Medio Novarese Ambiente i cestini mancanti per completare la raccolta differenziata di carta, plastica e alluminio. Grazie alla disponibilità dell’azienda Orasesta Spa, alla scuola saranno forniti bidoni in metallo per differenziare i rifiuti negli spazi comuni e un compattatore di plastica che restituisce 5 centesimi per ogni bottiglia inserita. Le bottiglie dei distributori saranno maggiorate di 5 centesimi proprio per incentivare gli studenti a gettarle, dopo l’uso, non in un cestino generico ma nell’apposito compattatore, destinandole al riciclo: la stessa logica della moneta inserita nel carrello della spesa. In collaborazione con la Novamont di Novara, azienda che ha inventato la bioplastica Mater-Bi, il Don Bosco ha poi deciso di passare all’utilizzo, nelle sue mense, di questa plastica compostabile, a bassissimo impatto ambientale. La cena di Natale del 21 dicembre sarà la prima interamente con piatti e stoviglie in bioplastica.

Gli studenti hanno poi deciso di allargare gli orizzonti al mondo e di prodigarsi per sostenere l’organizzazione statunitense 4Ocean, che offre ai pescatori di paesi del terzo mondo, in difficoltà perché la loro pesca è ostacolata dai rifiuti plastici in mare, la possibilità di riconvertire la loro economia: vengono cioè finanziati proprio per ripulire il mare dai rifiuti. Per sostenere i progetti di 4Ocean gli studenti hanno venduto braccialetti realizzati riciclando i rifiuti plastici raccolti in mare. Oltre 300 braccialetti sono già stati venduti nel primo giorno di raccolta e altri verranno ordinati e venduti sul territorio nel corso dell’anno scolastico.

«Prima stavo attenta ma fino a un certo punto nel gettare i rifiuti – spiega Chiara Telesca, studentessa – adesso che ho visto le conseguenze di un atteggiamento così indifferente verso queste problematiche, quasi mi dà fastidio vedere la gente che fa le stesse cose sbagliate che fino a poco fa facevo io. Anche se riesco a convincere una sola persona a cambiare atteggiamento, mi sento felice». «Mi sento soddisfatta quando riesco magari a cambiare il pensiero di qualcuno – conferma Vittoria Piccaluga – a partire da una semplice cicca avvolta in un fazzoletto e buttata in un cestino invece che per terra». «Sì – aggiunge Elena Erbetta – perché alla fine anche con piccoli gesti possiamo cambiare il pensiero di altre persone, se non altro di questa scuola, e diamo un contributo a rendere il mondo migliore». «Non si chiede a nessuno di andare in Indonesia a ripulire gli oceani – conclude Guenda Guglielmetti – ma a ciascuno di fare la sua parte. Non è complicato, basta vincere la pigrizia e assumersi le proprie responsabilità».

«Il vero risultato non è la quantità di offerte raccolte – sintetizza Maddalena Neale – è vedere ragazzi dedicare tempo, energie, entusiasmo e sorrisi alla voglia di “cambiare il mondo”. Vorrei che tutti potessero vedere come in molti stanno vivendo questa iniziativa: stanno abbracciando una causa che va al di là del loro piccolo quotidiano e sentono di fare qualcosa di concreto e di buono e bello per il loro pianeta e il loro futuro, a partire dalla loro scuola».

Si ripete spesso che i giovani sono infantili, stanchi e annoiati. Per questo la società d’oggi non chiede alla scuola soltanto di istruire, chiede anche di educare cittadini consapevoli dei problemi del presente e desiderosi di impegnarsi civicamente, giovani dotati di spirito d’iniziativa e d’imprenditorialità. È il senso profondo del progetto “EcoDonBosco”: vedere giovani entusiasti di fare piccole ma concrete azioni di impegno sociale è la soddisfazione più grande.