Fonte: Avvenire, Redazione Internet sabato 6 ottobre 2018

La mentalità ostile all’accoglienza “si vince con un abbraccio”

“Le risposte alle vostre domande le daranno i padri sinodali. Perché se io dessi le risposte qui, annullerei il Sinodo. La risposta deve venire da tutti: dalla nostra discussione. Soprattutto devono essere risposte fatte senza paura”.

Così papa Francesco ha preso la parola nell’incontro con i giovani e i padri sinodali ‘Noi per. Uniti, solidali, creativi’ che si era è aperto tra gli applausi e la commozione e che si inserisce nell’ambito della XV Assemblea Generale Ordinaria del Sinodo dei Vescovi sul tema “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale” (3-28 ottobre 2018).

Nel corso dell’incontro, animato dalle testimonianze di tantissimi giovani, Francesco è rimasto ad ascoltare per poi intervenire toccando alcuni temi a lui cari. “Oggi – ha affermato il Papa – sono un po’ alla moda i populisti, che non hanno niente da vedere con il popolo né con la cultura del popolo che si esprime nell’arte, nella cultura, nella scienza, nella festa che ogni popolo fa a suo modo”.

Proseguendo nel dialogo con i giovani radunati nell’Aula Paolo VI per dare il loro contributo al Sinodo che si svolge in Vaticano. “Il populismo è il contrario”, la tesi di Francesco: “È la chiusura su un modello, siamo chiusi, siamo noi soli e quando siamo chiusi non si può andare aventi”. Il riferimento è al tema dell’accoglienza, e al pericolo che oggi – come hanno detto i giovani in una delle domande consegnate al Papa al termine dell’incontro – “l’altro e lo straniero vengano visti come un pericolo, un male, un nemico da cacciare”. “Questa è la mentalità dello sfruttamento della gente, è fare schiavi i più deboli, è chiudere non solo le porte, ma chiudere le mani”, ha denunciato Francesco: una “mentalità sempre più diffusa” verso lo straniero, che “si vince con l’abbraccio, l’accoglienza, il dialogo, l’amore, che è una parola che apre tutte le porte”.

“Il potere è servizio, il vero potere è servire: l’altro è egoismo, l’altro è abbassare l’altro, l’altra persona, non lasciarla crescere, è dominare sugli schiavi. Il potere è per far crescere la gente, farsi servitori della gente” ha proseguito il Papa, a braccio, al termine dell’incontro con i giovani in Aula Paolo VI, citando le “diseguaglianze” e la domanda di un giovane sulla politica, ambito in cui spesso “si perde il senso del potere”. “Per favore, …

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