Fonte: Avvenire, di Francesco Del Pizzo mercoledì 19 settembre 2018

Rispetto ai coetanei del Centro-Nord, i ragazzi meridionali sono più capaci di spendersi senza lasciarsi scappare le occasioni. Lo dice il Rapporto dell’Istituto Toniolo

Per sottrarsi a ogni facile retorica e strumentalizzazione, sia politica che culturale e religiosa, su di un tema così delicato e strategico quale quello dei ‘giovani del Sud’ un possibile efficace approccio può essere offerto dalle scienze sociali. Sul tema in particolare, il Rapporto giovani 2017 dell’Istituto Toniolo ha offerto un’analisi molto accurata, inserendola a buona ragione nel contesto di analisi del sistema-Paese Italia. Chi sono i giovani del Sud? Dal Rapporto emerge la fisionomia complessa di giovani la cui soddisfazione generale nei confronti della vita è inferiore a quella del Centro-Nord (36,8% di insoddisfatti rispetto al 26% del Centro-Nord), così come la soddisfazione nei confronti del lavoro (33,3% di risposte negative contro il 20% del resto della penisola). Ma sono giovani dinamici, versatili, pronti a spendersi e a non lasciarsi scappare nuove opportunità di lavoro anche se richiedono uno spostamento dal luogo di origine: solo il 61,8% dei giovani meridionali considera infatti importante la distanza da casa nell’accettare una proposta contro l’80,5% dei coetanei del Nord e il 74,8% di quelli del Centro. Sono giovani aperti alle nuove tecnologie e che rispetto ai giovani del Centro e del Nord ripongono una maggiore fiducia nei social media (39,1% di risposte positive contro il 34,4% del Nord e il 33,4% del Centro).

In prima battuta è di certo un’immagine positiva, se vista nei termini della tipica resilienza dei territori meridionali: si tratta della peculiare capacità di potersi ri-pensare e riadattare in termini qualitativi attraverso competenze e potenzialità non solo tecniche ma anche di tipo organizzativo, emotivorelazionale (il Rapporto giovani 2018 offre utili indicazioni). Gli stessi dati mettono però in luce alcune significative criticità: se i giovani del Sud sono meno…

Fonte, Avvenire, di Francesco Del Pizzo – CONTINUA A LEGGERE