Fonte: Avvenire, di Elena Marta mercoledì 22 agosto 2018

Focalizzato sulla propria auto-realizzazione, ciascun partner chiede molto all’altro, soprattutto in termini di intensità emotiva e condivisione del proprio piano di vita, ma è poco propenso…

La formazione e lo sviluppo di una relazione di coppia rappresenta uno dei principali compiti evolutivi dei giovani ed è considerato un importante marcatore del passaggio alla vita adulta. È sotto gli occhi di tutti come i cambiamenti sociali e antropologici in atto nella nostra società – proiezione sul presente, assenza di modelli di riferimento, diffusione di doppia moralità, rinuncia all’assunzione di responsabilità e sfiducia nei confronti dell’altro – rendano difficile, per i Millennials, costruire una relazione di coppia stabile. Tutte le ricerche psico-sociali su questo tema confermano che questa generazione è caratterizzata da instabilità relazionale, posticipazione del matrimonio e difficoltà a impegnarsi in un legame affettivo. Tre possono essere le ragioni di questo modo di vivere la sfera affettivo-sentimentale.

La prima è la persistenza del ‘paradigma della sperimentazione’, ossia la convinzione di potere – che però è diventato quasi paradossalmente un dovere – conservare un ampio margine di reversibilità nella costruzione della propria biografia prima di giungere alla stabilità. Questo continuo sperimentare è determinato non solo dal desiderio di esser certi di aver scelto il/la partner ‘giusto/a’, ma soprattutto da un orientamento valoriale improntato all’autorealizzazione: come gli altri ambiti della vita – per esempio il lavoro – anche la relazione di coppia è posta al servizio della ricerca di uno spazio di espansione e conferma del sé personale a discapito…

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