Fonte: Avvenire, di Riccardo Maccioni martedì 31 luglio 2018

Oggi festa e preghiera per decine di migliaia di ragazzi e ragazze tra i 13 e i 23 anni provenienti da 18 Nazioni per il XII Pellegrinaggio internazionale dei ministranti

Se è sempre contento di andare a Messa. Se conosce il turibolo e l’ostensorio. Se sa persino che il prete si veste di verde nel tempo ordinario, e di viola in Avvento e Quaresima, beh quel ragazzino o quella ragazzina quasi certamente fa il chierichetto. O meglio, per dirlo in modo più corretto, è un “ministrante”. Servizio, impegno, testimonianza che, anche se vissuti da adulto, portano con sé il volto gioioso della celebrazione, il gusto della festa, il seme buono della gratitudine. A ben vedere gli elementi che fanno della Messa un grande momento comunitario, nel segno della lode a Dio e dell’ascolto della Parola. E che saranno ingredienti, almeno si spera, del grande “XII Pellegrinaggio internazionale dei ministranti” che si è aperto domenica a Roma per concludersi il 3 agosto, con al centro l’udienza del Papa in programma oggi, martedì 31 luglio, alle 18 in piazza San Pietro.

Guidati dal motto: cerca la pace e perseguila

Sarà un grande raduno “giovane” e, perché no? anche un po’ caciarone, colorato dalle bandiere e dalle lingue di 18 Paesi diversi, tra i quali Antigua e Barbuda, animato dalla rumorosa voglia di conoscersi e giocare di almeno 60mila ragazzini e ragazzine tra i 13 e i 23 anni. A riunirli, il motto, tratto dal Salmo 34: “Cerca la pace e perseguila”. In un contesto internazionale segnato dalla paura che fa alzare muri, che arma le parole contro gli ultimi del mondo, i ministranti sono invitati a lavorare alla costruzione di una comunità che sappia andare oltre le frontiere, capace di riunire il domani del mondo al servizio di Gesù, fratello, amico, Signore. Perché al di là dell’età fresca di chi lo svolge,…

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