Fonte: Avvenire, di Fabio Introini, mercoledì 18 luglio 2018

La visione di un film per chi ha tra i 20 e i 34 anni è soprattutto un’occasione di socialità e divertimento, ma anche di crescita culturale e intellettuale

Che rapporto esiste tra i Millennials e il cinema? Ovvero tra i giovani di una generazione smart, a tal punto legati alle nuove tecnologie da meritarsi, secondo alcuni scienziati sociali, l’appellativo di “nativi digitali” e una forma d’arte, di spettacolo e di intrattenimento di gran lunga più “anziana” di loro? Di questo tema si è occupato il Rapporto Cinema 2018, promosso dalla Fondazione Ente dello Spettacolo, nella sezione “I Millennials: presente e futuro del cinema” (curata da Alessandro Rosina, Fabio Introini, Emiliano Sironi sui dati di una indagine realizzata dall’Osservatorio Giovani dell’Istituto Toniolo su un campione di 2045 rispondenti di età compresa tra i 20 e i 34 anni, ndr). Nell’odierna società ipermediale la “Settima Arte” si trova ad affrontare una cruciale sfida. Da un lato si assiste al diffondersi di piattaforme, devices mobili, sistemi di home entertaiment che moltiplicano forme, tempi e luoghi della fruizione, portandola sempre più al di fuori delle sale individualizzandola e rendendola compatibile con le temporalità frammentate dei pubblici contemporanei. Dall’altro il cinema ha in sé una forte componente sociale. Ma quali sono i gusti e le abitudini dei Millennials riguardo al consumo di film e, in particolare, alla sua modalità per antonomasia, ovvero la visione “in sala”? Cosa ostacola maggiormente, nella loro esperienza, la frequenza alle sale di proiezione e cosa, invece, potrebbe favorirla maggiormente? Come si immaginano il futuro del cinema?

Il primo dato che colpisce è il significativo “delta” che si osserva tra il notevole interesse che i Millennials hanno per i film e la frequenza delle sale cinematografiche che, pur non essendo affatto residuale, non appare congruente con la passione che i giovani manifestano nei confronti delle pellicole cinematografiche. Nove giovani su 10 affermano, infatti, di vedere almeno un film alla settimana; circa un giovane su due ne guarda, nello stesso arco di tempo, più di uno, mentre gli heavy viewers, cioè coloro che ne guardano uno al giorno sono più di un decimo del campione (12,6%). Tuttavia una quota molto alta di giovani (81,4%) dichiara di recarsi in un cinema meno di una volta al mese.

In ogni caso, circa un giovane su cinque (18,6%) vi si reca più di una volta al mese. Quando si tratta di “andare al cinema” due Millennials su tre (66,3%) preferiscono il multiplex, più “anonimo” ma ricco di servizi. Non è affatto trascurabile quel 33,7% di giovani che accordano le loro preferenze alle piccole sale, in cui si respira un’atmosfera più familiare. Rispetto ai tempi sociali, la frequenza alle sale non si concentra nei week end ma si distribuisce in maniera analoga tra fine settimana (41,5%) e serate…

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