Fonte: Giuseppina Del Core, Avvenire,  mercoledì 16 maggio 2018

Papa Francesco non ha la pretesa di interpretare, né di analizzare la complessa situazione giovanile, ma preferisce sentire con il battito del loro cuore e il ritmo della loro mente.

Il testo che segue è tratto dal volume L’educazione secondo papa Francesco (138 pagine, 14 euro), pubblicato da Edb e curato dal direttore dell’Ufficio Cei per l’educazione, la scuola e l’università Ernesto Diaco. La prefazione è di monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei. Il volume raccoglie i sei interventi della X Giornata pedagogica del Centro studi per la scuola cattolica (14 ottobre 2017).

Lo sguardo di Francesco sui giovani, come del resto nei confronti di ogni realtà, è sempre uno sguardo positivo che rifugge da qualunque tentativo di giudizio categorizzante, perché fondato sul desiderio e sulla possibilità di fidarsi di loro, puntando al cuore più che ai comportamenti esteriori. La conoscenza nasce innanzitutto dall’incontro e si tratta sempre di un incontro umano e umanizzante. Da esperto nella «cultura dell’incontro» egli comunica ai giovani un messaggio chiave che sollecita a creare ponti, a tessere relazioni, a chiedere all’altro con delicatezza disponibilità e apertura a dialogare, a entrare in sintonia e in confidenza reciproca. E lui i giovani li conosce con il cuore, trovando con immediatezza una consonanza reciproca, aprendosi all’altro con confidenza («Vi farò una confidenza…», «Voglio parlarvi da persona a persona…»), stimolando la capacità di porsi domande e, nello stesso tempo, tentando di rispondere a esse con semplicità, con un linguaggio diretto e chiaro.

Ci chiediamo: come li conosce? Con quali coordinate concettuali egli legge e interpreta la condizione giovanile? La sua conoscenza non si può ricondurre a una mera rassegna di analisi sociologiche, che seppure necessarie tuttavia…

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