Fonte: Elena Marta, Avvenire mercoledì 9 maggio 2018

Fanno notizia per il diffondersi di comportamenti a rischio ma questo non deve indurre una lettura negativa

Nelle ultime settimane molto si è scritto e si è detto sugli adolescenti, con una giusta preoccupazione in merito ai loro comportamenti violenti, di bullismo e di cyberbullismo. I fatti di cronaca di cui si sono resi protagonisti alcuni adolescenti devono certamente non solo interrogare ma anche attivare tutti gli adulti, tutta la comunità educante che viene sollecitata ad assumersi le responsabilità educative che le competono per accompagnare in un adeguato percorso di crescita le giovani generazioni. Sarebbe però rischioso pensare che quei fatti rappresentino la cifra di tutta le generazione degli adolescenti, coprire con una lettura negativa tutte le sfere dell’esistenza di tutti gli adolescenti, pensare che tutti gli adolescenti siano così.

L’universo adolescenziale è molto ricco e composito, e così come vi sono giovani che mettono in atto comportamenti socialmente e fisicamente rischiosi, patogeni, vi sono molti altri adolescenti che cercano quotidianamente di far fronte alle sfide evolutive poste dalla transizione all’età adulta vissuta in un contesto socioculturale non facile e non facilitante, molto spesso alle prese con adulti disorientati quanto o più di loro…

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