“Il 4 Marzo si è spenta una luce.” Una luce importante nel mondo del calcio italiano in particolare della Fiorentina: si è spenta la luce del capitano Davide Astori.

Proprio così…

Era lo stesso giorno del big match, derby tra Milan e Inter, quando verso mezzogiorno arriva la notizia che subito viene sparsa in Europa e nel mondo.

Infatti, oltre all’obbligatoria e ovvia sospensione del campionato e dei match restanti della giornata corrente, viene celebrato in tutte le partite di Champions League e di Europa League il minuto di silenzio (che proprio in Italia viene celebrato non correttamente per colpa di quattro o cinque ragazzi che urlano durante il silenzio da brividi nello stadio Franchi di Firenze)

Il trentunenne è cresciuto nelle giovanili rossonere, ha giocato ben cinque anni nella squadra sarda del Cagliari, nella Roma per un annetto e infine ha giocato fino alla morte (non più solo un modo di dire) nella squadra viola della Fiorentina, di cui era anche il capitano.. Indossava la maglia numero 13 che infatti è stata ritirata dalla Fiorentina e dal Cagliari.

La mattina alle 9:30 tutti si trovavano in sala per fare colazione, tutti tranne uno, Davide Astori; circostanza molto strana – raccontano i collaboratori e compagni: “Lui era sempre il primo ad arrivare per dare il buon esempio da capitano”, infatti tutti si misero a cercarlo ma fu un addetto alle pulizie a trovarlo: quando lo videro molti credevano che stesse dormendo ma poco dopo si scoprì che era morto, una morte davvero inaspettata che colpisce il morale di compagni, città, tifosi di tutte le squadre e l’Europa intera”.

I compagni, la mattina stessa, hanno accompagnato il loro capitano all’ospedale di Udine e in seguito sono rientrati nel capoluogo toscano accolti dai tifosi affranti tanto quanto i giocatori.

Astori lascia i genitori Anna e Roberto, due fratelli, Bruno e Marco, la compagna Francesca e la figlia Vittoria.

Dopo l’accaduto un dodicenne ha lasciato una lettera sulla porta di casa Astori per la compagna del capitano viola, il breve riassunto della lettera è il seguente: “Di’ a tua figlia che il papà era un grande”, lettera mostrata a numerosi programmi televisivi che ha commosso la famiglia e tutti coloro che l’hanno vista.

Subito dopo nelle partite giocate negli altri continenti tutti i gol segnati da amici, conoscenti e conoscenti di amici hanno celebrato con le dita dirette verso il cielo, come simbolo di dedica verso l’ex numero 13 viola.

Nel match giocato settimana scorsa (11 Marzo 2018) è stato celebrato un minuto più lungo del solito, in onore del capitano viola. Inoltre al minuto 13’ (suo numero di maglia) tutti i giocatori si sono fermati interrompendo la partita, ed è partito un applauso interminabile.

Nei giorni seguenti c’è stata l’autopsia sul corpo e si è scoperto, come si era già intuito, che Davide Astori è morto per cause naturali, infatti il cuore di Davide è andato piano piano rallentando fino a fermarsi e a provocare la morte del capitano.

Nei giorni dopo l’accaduto i suoi più grandi amici, ex compagni di squadra e tutto il mondo sportivo ha reso omaggio a quest’uomo che come detto da molti era un grande rappresentante di sportività e onestà in campo e fuori.

Ciao Davide, riposa in pace.

7 gennaio 1987 – 4 marzo 2018