Le parole contano, ma i numeri parlano“, così Alessandro Bergonzoni in un suo intervento radiofonico su Rai 3 durante l’appena trascorsa “Settimana dei numeri”.

In quel filone di successo rappresentato dalle piattaforme didattiche oggi tanto gettonate, Redooc, offre un approccio multimediale dedicato alle materie STEM (Science, Technology, Engineering, Mathematics). Dalla scuola media all’università, propone un approccio strutturato e anche attraente ai contenuti della disciplina aggiornato a metodologie e dispositivi di tendenza: dalla flipped classroom, al cooperative learning; dalle LIM agli smartphone.

Dimenticavo, Redooc è a pagamento. Peccato…

Fonte Il Sole 24 ore Tecnologia, di Lucilla Incorvati, 28 Febbraio 2017

Il sito: redooc.com

Uno, due, tre stella!….

Potrebbe iniziare così la storia di Redooc, una piattaforma di education online di materie scientifiche, nel cui insegnamento l’Italia purtroppo è fanalino di coda. Ma soprattutto è l’avventura di Chiara Burberi, una ragazza di 50 anni con il pallino della matematica che in una vita passata è stata manager di altissimo livello: da McKinsey a UniCredit (è ancora consigliere in importanti CdA), partendo dalla Bocconi dove è stata pure docente e passando per la London School of Economics. Insomma, una ragazza che in fatto di determinazione ne sa qualcosa. Non a caso nel maggio scorso è stata inclusa da The Hundert, una startup berlinese, tra le 100 founder di maggiore successo dell’app economy d’Europa.

La nuova rotta

Ma cosa porta Chiara nel 2013 a far fare alla sua vita professionale un forte giro di boa? Certamente due cose: la passione nel dare vita a qualcosa di assolutamente nuovo nel panorama italiano e il desiderio di lasciare un segno nell’ insegnamento della matematica, un sapere sempre più cruciale per i curricula dei giovani millenials ma dove ci sono forti carenze. Nasce così una startup innovativa a vocazione sociale con la quale si rompono gli schemi della didattica tradizionale perché Chiara e il suo team mettono in piedi prima per i licei e poi via via per le medie e le elementari una didattica che va controcorrente, che si ispira a metodologie di successo da tempo applicate all’estero e che puntano a essere fruite in modo divertente (gamification teaching) ma soprattutto più efficaci perché si motivano i ragazzi ad apprendere con il gioco.

“Il nostro obiettivo è quello di aiutare i giovani ad affrontare con la giusta preparazione – spiega Chiara – le sfide che li attendono. Non è vero che i giovani di oggi non seguono o non sono interessanti ad un certo sapere. È fondamentale saperlo trasferire. Un concetto si può spiegare in mille modi. E basta dare un occhio ai test dell’Ocse sul livello di istruzione dei nostri adolescenti per capire che l’area in cui c’è maggior bisogno di intervento è quella delle materie STEM (Science, Technology, Engineering, Math) in cui siamo sotto media. Il perché di questo gap? È un errore attribuirlo alla difficoltà della materia. La ragione va cercata nella mancanza di una comunicazione efficace”.

Matematica, un sapere alla portata di tutti

Il sogno di Chiara è così quello di far diventare la matematica un sapere alla portata di tutti. Quando Redooc parte nel 2014 il percorso è tutto in salita. Scalfire un mondo basato sull’insegnamento della matematica consolidato da secoli non è facile. Ma anche nel mondo della scuola più tradizionale qualcosa sta cambiando e Chiara trova tanti alleati. Dal Trentino alla Toscana passando per Piacenza, ci sono docenti che hanno creduto nelle sue idee e hanno iniziato ad adottare i libri digitali proposti e soprattutto il suo sistema innovativo fatto di videolezioni, giochi, storie ed esercizi divisi per livelli e completi di spiegazione, che partono dalla vita quotidiana per tradurre in pratica i concetti più astratti come il tasso di interesse composto oppure il piano cartesiano.

Si allarga la collaborazione con alcune case editrici (da Zanichelli a Giunti) e non c’è un modello di riferimento specifico al quale ci si ispira ma sono tante le fonti nel perseguire un obiettivo unico. Dall’equazione a come si apre una startup, dall’algebra alle simulazioni delle prove di maturità fino ai principi di educazione finanziaria il filo conduttore è sempre lo stesso: facilitare il più possibile l’apprendimento.

Oggi a distanza di tre anni sono oltre 80 le scuole che adottano Redooc, oltre 150 i docenti coinvolti (molti sono entrati nel team), più di 50mila gli utenti registrati perché Redooc è a tutti gli effetti uno strumento didattico nelle mani dei docenti ma anche dei genitori e soprattutto degli studenti che possono accedervi, se grandi da soli, se piccoli (quelli delle medie per esempio) sotto l’occhio vigile dei genitori, sottoscrivendo un abbonamento (sono previste diverse fasce di prezzo con una soglia minima di 10 euro al mese).

Team building e problem solving

Giocare ai numeri e la spinta alle formulazioni pratiche del sapere scientifico è qualcosa che da qualche tempo ha suscitato un certo interesse anche nel mondo della formazione in azienda, nel management come supporto ai processi cognitivi e didattici (lavorare in team, team building, problem solving). Così a Redooc guardano tanto anche le aziende, altro bacino al quale si rivolge la start up.

Startup in crescita

A livello di impresa dopo una fase iniziale avviata grazie al capitale proprio questa start up ha ricevuto per ora solo il supporto di Business Angels. Tante aziende comprano o regalano i nostri abbonamenti oppure ci aiutano nella promozione nelle scuole, negli eventi, nella promozione, ricorda ancora Chiara. Il break even? E’ ancora lontano ma il vero obiettivo di Chiara non è questo, quanto raggiungere 5milioni di utenti e per farlo ha tanti progetti: dall’ampliamento alle altre materie STEM all’utilizzo delle nuove tecnologie a disposizione per l’apprendimento ma soprattutto continuare a coinvolgere nella progettazione i diretti interessati, ovvero i giovani, magari attirandoli in una divertente battaglia di matematica e sempre con il sorriso sulle labbra .