La promessa di Trump: riunificare l’America e cambiarla… Sarà vero?

Il 20 gennaio 2017, Donald Trump è diventato ufficialmente il 45esimo presidente americano. Gli Stati Uniti e il mondo intero si domandano se riuscirà a riunire l’America e se ci proverà davvero. Il 19 gennaio di sera al Lincoln Memorial, l’elegante monumento davanti al quale si erano svolti gli eventi inaugurali di Barack Obama nel 2009 e di George W. Bush nel 2001, lui ha promesso che lo farà e che “insieme faremo un lavoro speciale”.

La storia di Trump come presidente è iniziata 18 mesi fa, quando dalla sua Trump Tower annunciò la sua candidatura.

Egli dice che il suo è un movimento mai visto al mondo, che non vuole più la classica America, bensì una nuova nazione, piena di cambiamenti e ha promesso che questo Paese non verrà dimenticato.

“Tutto cambierà” dice Trump convinto che la sua squadra di governo abbia “il quoziente intellettivo più alto”.

Ora che Trump è presidente cercherà di attuare delle riforme che forse cambieranno radicalmente l’America. La sua riforma più famosa è quella contro i Messicani. A settembre 2016, per rilanciare la sua politica anti-immigrazione, Trump annuncia di voler costruire un gigantesco muro al confine fra gli Stati Uniti e il Messico e in più critica i Messicani dicendo che portano solo disordine e caos, e così ha fatto.

Trump critica e dubita anche dei Musulmani: dopo l’attentato di Parigi, egli ha invocato una “chiusura totale e completa” delle frontiere americane per le persone musulmane. Secondo lui, questa nuova politica anti-islam servirebbe per prevenire ed eliminare gli attentati in America. Lo scorso 7 dicembre, Trump ha criticato Barack Obama per aver ricordato che molti campioni americani dello sport erano musulmani.

Fra le sue strane riforme Donald Trump ha proposto di chiudere Internet per impedire “arruolamenti” online e simili. Egli ha anche contestato la teoria, scientificamente approvata, sul riscaldamento globale. A novembre ha imitato un giornalista del New York Times affetto da una grave forma di disabilità, l’artrogriposi. Anche se le foto sembravano chiare, Trump si è difeso dicendo: “Ho detto quella frase in modo molto espressivo e qualcuno ha detto che lo stavo prendendo in giro. Non prenderei mai in giro una persona con quelle difficoltà.”

Cosa dobbiamo aspettarci? Un cambiamento positivo o un bel passo indietro da parte della nazione più potente del mondo? Giorno dopo giorno avremo una risposta.