La didattica è stata reimpostata secondo la formula delle “classi aperte”.

La buona scuola deve, nel contempo, sostenere gli studenti in difficoltà offrendo strumenti per il recupero delle lacune, con l’obiettivo di essere il più possibile inclusiva, e valorizzare gli studenti che hanno desiderio e competenze per approfondire al di là del programma ordinario di studi. In breve, la buona scuola, deve saper offrire proposte didattiche differenziate, capaci di corrispondere alle caratteristiche peculiari di ciascuno studente. Dopo la consegna delle pagelle del primo quadrimestre, venerdì 20 gennaio, la settimana tra il 23 e il 27 gennaio è stata dedicata, al Don Bosco, a personalizzare la didattica. Quest’anno recuperi, potenziamenti ed eccellenze sono stati strutturati diversamente dagli altri anni. Il nuovo preside, il prof. Giovanni Campagnoli, ha pensato di proporre una settimana la cui l’attività didattica fosse impostata per classi aperte, destinate sia al recupero sia all’approfondimento. Così ogni mattino gli alunni si sono ritrovati nel salone dei licei per conoscere le proposte del giorno: le attività di recupero sono state concentrate proprio al fine di garantire un’intensificazione della revisione dei programmi e degli esercizi per colmare le lacune riscontrate, mentre gli alunni senza debiti hanno potuto scegliere quali corsi d’eccellenza seguire. Il ventaglio delle opzioni è stato molteplice, imperniato su quanto emerso negli incontri degli alunni con il Preside di inizio anno: nulla è stato trascurato, dalle discipline umanistiche alle giuridico – economiche alle scientifiche, proprio secondo la visione a tutto campo della proposta didattica dei due licei del “Don Bosco”. Per gli interventi si è attinto tanto dalle risorse interne rappresentate dai docenti in forza all’Istituto quanto dal territorio, come anche per le tematiche. In particolare l’ambito umanistico – letterario ha visto il prof. Giuliano Ladolfi, preside emerito, delineare il senso dell’esperienza poetica nell’epoca di internet, mentre il prof. Tiziano Leonardi, docente di comparatistica presso l’Università di Losanna, ha ricostruito il genere letterario della fiaba nel panorama letterario europeo. Anche l’arte e la musica hanno avuto la loro parte: dall’Accademia di Brera di Milano è arrivato il prof. Antonio D’Avossa, docente di storia dell’arte contemporanea, ha ripercorso l’arte del ‘900, illustrandone anche gli sviluppi futuri, mentre il dott. Gianni Cerutti, esperto di storia della cultura e della Resistenza, ha raccontato il menestrello del rock, Bob Dylan, neo premio Nobel per la letteratura. Per le scienze sono intervenuti il dott. Luigi Guidetti, che ha messo a disposizione degli alunni la sua lunga esperienza presso l’ARPA parlando del problema delle acque balneabili, molto sentito nel nostro territorio a cavallo degli specchi lacustri del Cusio e del Verbano, e il prof. Antonio Mantegazza noto docente di matematica e fisica, ha presentato nella sua lezione  I limiti e oltre alcuni argomenti di analisi matematica, anche in relazione ai test d’accesso alle facoltà universitarie; il dott. Lorenzo Dell’Aquila dell’AVIS ha presentato le iniziative dell’associazione con la responsabile territoriale dott.ssa Paola Chiantia, per sensibilizzare gli alunni maggiorenni alla donazione del sangue. Per l’ambito economico e giuridico la prof. Eliana Baici, direttore del dipartimento di studi per l’economia e per l’impresa presso la facoltà di Novara, ha prospettato gli scenari dell’industria locale e nazionale nell’epoca della globalizzazione, mentre il prof. Bartolo Giromini, preside emerito del Liceo Fermi di Arona, ha delineato un panorama della storia dell’industria e dell’economia nella storia contemporanea d’Italia. Questi interventi infatti sono stati pensati anche nell’ottica dell’orientamento universitario, in quanto occasioni per vivere lezioni di tipo cattedratico e per respirare così l’atmosfera degli atenei. Una settimana da ricordare.