Gli insegnanti hanno tanti motivi per essere demotivati, depressi e scettici nello svolgere il loro “mestiere”, ma se si ricordano che l’educazione è una “missione” allora si attivano sia singolarmente sia come comunità educante per costruire futuro con i propri ragazzi.

Nei Vangeli quel giovane famoso pone a Gesù questa domanda: «Maestro buono, che cosa devo fare per avere la vita eterna?». Un bravo ragazzo, certo. Quasi si scandalizza quando Gesù gli dice di osservare i comandamenti: «Maestro, tutte queste cose le ho osservate fin dalla mia giovinezza»! Però sentiva la monotonia del vivere bene ma senza quel qualcosa che rendeva la vita piena, felice appunto. Cercava «qualcuno» che gli dicesse qual’era «quella cosa». Interessante. Molto interessante. Perché va proprio dalla persona giusta. «Una cosa sola ti manca: va’, vendi quello che hai e dallo ai poveri e avrai un tesoro in cielo; poi vieni e seguimi».

L’insegnante è quel «qualcuno»?

L’insegnante, l’educatore, il catechista, il genitore è la persona giusta per dare risposte di senso? Per parlare di eternità? C’è una comunità educante che si interroga se ciò che viene proposto ai ragazzi si limita al nozionismo, a una generica cultura o punta a offrire «quella cosa» che i ragazzi cercano e che forse non riescono neanche ad esprimere con una domanda? Gli insegnanti hanno tanti motivi per essere demotivati, depressi, scettici nello svolgere il loro «mestiere» ma se si ricordano che l’educazione è…

Per continuare a leggere scarica l’articolo: 7-07-nov-2016-cosa-devo-far-per-essere-felice

Per saperne di pù: ELLEDICI settore Scuola