Oltre quattrocento studenti si sono recati a Varallo Sesia e a Colle Don Bosco

Se il buongiorno si vede dal mattino, quest’anno, al “Don Bosco”, sarà un anno luminoso! Due splendide giornate di sole hanno infatti “benedetto” i tradizionali pellegrinaggi di inizio anno di Licei e scuola Media, che si sono svolti il 28 settembre e il 3 ottobre, rispettivamente, a Varallo Sesia e a Colle Don Bosco. Ad inizio anno, la scuola salesiana si concede sempre questo prezioso momento di condivisione e di riflessione, per orientare subito al meglio le proprie scelte individuali e di classe, in vista delle fatiche scolastiche. Più di duecento studenti del Liceo Classico e del Liceo Economico Sociale hanno cominciato la loro giornata, a Varallo, alla chiesa di Santa Maria delle Grazie, celebre per la “parete gaudenziana”, il ciclo di affreschi di Gaudenzio Ferrari raffigurante gli episodi principali della vita di Cristo, che adorna la parete divisoria posta al centro della chiesa. La parete è universalmente considerata uno dei capolavori della pittura rinascimentale. La chiesa fu edificata per volontà del francescano Bernardino Caimi negli stessi anni in cui veniva realizzato il Sacro Monte. Successivamente studenti e insegnanti sono saliti a piedi lungo la comoda mulattiera che li ha condotti al Sacro Monte. Lì hanno vissuto insieme il momento della Messa, presso la basilica principale, officiata da don Giuliano Palizzi, direttore dell’istituto. Don Giuliano, nell’occasione, ha esortato i ragazzi a cogliere le occasioni, in questi fondamentali anni di scuola, per diventare persone capaci di “pensare”, perché la capacità di pensare con libertà e profondità è ciò che caratterizza l’uomo in quanto tale. Dopo la celebrazione gli studenti hanno pranzato, al sacco, nel bel parco che circonda il santuario, insieme ai loro coordinatori di classe, che hanno poi guidato un momento di riflessione. È seguito un momento di giochi organizzati dalle commissioni degli studenti. In conclusione, prima di prendere la via di casa, nel tardo pomeriggio, gli studenti si sono ritrovati ancora per affidare ufficialmente il mandato a presidenti e vicepresidenti delle commissioni che prestano generosamente il loro servizio in vari ambiti di vita scolastica (animazione, coro, giornalino, grafica, sport, ecc.) facendo sì che la scuola sia davvero, oltre che per i ragazzi, anche “dei ragazzi”, cioè co-gestita da loro.

Altrettanto numerosi i ragazzi della Scuola Media, che hanno potuto affidare il cammino di quest’anno a Don Bosco proprio nei luoghi della sua infanzia. Le prime Medie, infatti, neofite della scuola, hanno trascorso la giornata a Colle Don Bosco, dove, giocando insieme e visitando la casa del Santo, la borgata dei Becchi e il museo missionario, hanno avuto modo di conoscere l’infanzia di Giovannino e i suoi primi passi verso la vocazione e di riflettere, guidati dagli insegnanti coordinatori, sull’importanza di coltivare i propri sogni, come aveva fatto il Santo all’età di nove anni. Più impegnativa è stata la giornata per i ragazzi di seconda Media, che si sono buttati in una entusiasmante caccia al tesoro lungo le vie di Castelnuovo Don Bosco, luogo decisivo per la giovinezza del Santo e paese natale di don Cafasso, guida spirituale di Giovanni. Al pomeriggio una lunga camminata a piedi tra campi e vigne, faticosa ma bella, come il cammino della vita, su cui hanno lavorato nel momento di riflessione guidata dai coordinatori, li ha condotti al Colle, dove hanno incontrato i compagni più piccoli e quelli di terza Media, che durante la mattinata si sono trattenuti a Morialdo, paese di san Domenico Savio, in cui, tra gioco e visita, hanno avuto modo di riflettere, sulla scia del giovane Santo, riguardo all’importanza di essere guidati nel cammino della vita.

La giornata si è conclusa con la Santa Messa in Basilica, presieduta sempre da don Giuliano, direttore dell’Istituto, che ha invitato i ragazzi ad essere protagonisti della propria vita, coltivando il valore degli anni della scuola Media, così decisivi per la propria crescita, lasciandosi accompagnare dagli adulti – genitori, insegnanti, educatori, salesiani – e vivendo pienamente ogni occasione di bellezza e di amicizia che viene loro offerta.

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