L’inquinamento atmosferico rappresenta un rischio per la salute umana, anche se, per molte delle sostanze nocive di cui è composto, non sono del tutto noti gli effetti sulla salute e la concentrazione a cui tali effetti si manifestano.

Tali effetti possono manifestarsi con episodi di tipo acuto, dovuto ad elevate concentrazioni di inquinanti presenti per brevi periodi, o con patologie di tipo cronico causate dall’esposizione a basse concentrazioni di inquinanti per lunghi periodi di tempo. Anche l’impatto sull’ambiente degli inquinanti dell’aria è variabile: alcuni composti agiscono prevalentemente su scala locale, cioè là dove sono prodotti e diffusi; altri, invece, coinvolgono intere regioni. Questo ultimo tipo di inquinanti è in grado di influenzare le condizioni dell’ambiente su scala continentale e perfino planetaria, con un impatto negativo sulla salute delle popolazioni anche in luoghi molto distanti dalla sorgente di inquinamento.

In tutti i casi, l’inquinamento atmosferico provoca danni alla salute dell’uomo, degli animali, delle piante. Il principale organo bersaglio dell’inquinamento atmosferico è l’apparato respiratorio, che rappresenta il principale sistema di contatto tra l’atmosfera, e tutto ciò che essa contiene, e l’organismo stesso. Le vie respiratorie possiedono una serie di meccanismi di difesa contro le sostanze estranee che possono però ridursi. Molte sostanze possono causare allergie e raffreddori stagionali, altre vere e proprie forme di intossicazione.

Alcuni agenti tossici come gli idrocarburi sono cancerogeni. Il monossido di carbonio determina gravi effetti sul cervello. Anche il cuore e l’apparato circolatorio possono risentire dell’inquinamento, per azione diretta degli inquinanti o, più frequentemente, come conseguenza del danno respiratorio.